Guarire da un cesareo con un VBAC

Il vissuto delle donne e le controversie sul VBAC

Pubblicato su D&D – il giornale delle ostetriche. N°75 dicembre 2011

“PARTORIRE DOPO UN CESAREO ESPERIENZE E PERCORSI”

 

Sono passati ormai sedici anni dal “mio” cesareo e posso oramai dire che è stata un’esperienza che mi ha cambiato la vita.

Non so cosa sarebbe successo se avessi avuto il mio bel parto a casa come avrei voluto, ma probabilmente non sarei diventata ostetrica, non avrei sviluppato quell’ossessione di voler “salvare” le altre donne da quello che  sentivo di aver subito e che mi ha permesso di superare i difficili anni della scuola e del lavoro in ospedale.

Adesso quel “delirio di onnipotenza” è passato e mi è rimasta la serenità di sapere che ogni donna deve fare il suo cammino e che sarà lei a scegliere se il nostro incontro può offrirle qualcosa.

Subito dopo il diploma mi sono regalata una nuova nascita con un VBAC (vaginal birth after cesarean – parto vaginale dopo cesareo) che, nonostante sia alla fine avvenuto in ospedale, mi ha donato la gioia di avercela fatta a partorire, la gioia di poter provare quelle sensazioni che mi mancavano, di migliorare il mio rapporto con il corpo e con la sessualità e un’opportunità preziosa di sentirmi potente.

Quello che è successo a me da un punto di vista emotivo e fisico è quello che succede a moltissime donne quando hanno la possibilità di rielaborare la loro ferita, attraverso il corpo, con un VBAC magari, o attraverso la visione del significato che quella ferita porta.

La cicatrice fisicamente è stata a lungo lo specchio della mia inadeguatezza, ora è una compagna di vita, una traccia del mio vissuto che seppur doloroso mi ha insegnato qualcosa. Non mi rende felice, ma almeno non la rifiuto più.  A  lungo mi  sono quasi crogiolata nella ferita dell’anima,  in una sofferenza voluta e punitiva.

Ora è una maestra.”

Una guarigione  non sta nel soffocare o rimuovere il trauma ma nel trovargli un significato più profondo e personale.

“Il mio taglio cesareo mi ha aperto degli orizzonti nuovi, straordinari, facendomi maturare e crescere in armonia col mio essere madre, e insieme al mio bimbo ho scoperto come un forte dolore può diventare fertile e portatore di gioia e di vita.”

Ciò richiede tempo e ascolto:la cicatrice sul mio utero è stata ed è una delle cicatrici della mia anima”.

Ed è proprio quello che spesso manca alle neo-madri che improvvisamente si ritrovano da sole in balia di commenti giudicanti  del tipo  “ma di che ti lamenti, hai un bambino che sta benissimo!”poteva andare molto peggio di così” “è ora che ti riprendi” o “ti è andata bene io l’ho fatto naturale e ho sofferto come un cane!”

Quella che  guarisce con più difficoltà  è la sensazione di essere state violate, sensazione che non deriva solo dall’atto del taglio chirurgico in sé, ma soprattutto dal contesto in cui esso avviene.

Sono poche le donne che accettano con facilità l’idea di un taglio cesareo, ma quando capiscono che viene offerto e proposto per una motivazione importante, tutte, senza eccezione, sono subito pronte a sacrificare l’idea di un’esperienza “naturale” per il bene proprio e, soprattutto, del bambino.

Quello che riesce però inaccettabile è la sensazione, e spesso la certezza, magari verificata in seguito,  che “quel” cesareo non era necessario.

Questa vicenda mi ha causato molta rabbia e dolore. Prima mi sono incolpata, ho incolpato il mio corpo, la mia incapacità fisica. Poi avendo scoperto cosa era veramente successo, mi sono sentita tradita e dal mio stesso ginecologo e dagli operatori sanitari,  ma nel tempo sono riuscita a riacquistare fiducia in me stessa perché ora so che fin dall’inizio era stato sbagliato qualcosa e che le mie sensazioni e dati di fatto erano giusti. Questa per me è stato già un gran passo per la mia guarigione emotiva. Questa mia nuova consapevolezza mi ha dato la forza e il coraggio di documentarmi e battermi per quello in cui continuo a credere-che le donne sanno partorire e che la nascita è una miracolo della vita che dovrebbe svolgersi con naturalezza.”

Anche quando il precedente TC è stato effettuato con una reale e indiscutibile indicazione (a guardare le cartelle non sembrano affatto la maggioranza, dobbiamo ricordarci che in Italia in media una donna su tre subisce un TC) la ferita ci mette un po’ a rimarginarsi. Naturalmente questo non è valido per tutte le donne e ve ne sono di felici e contente di aver avuto un TC e di poterlo rifare, ma probabilmente sono la netta minoranza.

Quello che ostacola la guarigione  sono i ricordi di come è avvenuto il cesareo e di come si è state trattate:

Una sensazione di grande incompletezza, di inadeguatezza, di apatia, oserei dire di morte, mi sentivo sminuita come mamma e come donna, violata e violentata nel mio intimo, non una persona ma solo un corpo da cui estrarre un feto vivo e vitale per scongiurare possibili rivalse (!) dopo che “loro” gli avevano causato una presunta sofferenza fetale.”

“La mia bambina ed io abbiamo subito un cesareo ingiusto ma che ci ha cambiato la vita.
Sono stata privata della mia sacralità di portatrice di vita, sono stata mutilata nel corpo e nello spirito, sono stata portata a convincermi della mia incapacità di madre da operatori che non hanno il diritto di assistere allo sbocciare della Vita”.

In questi anni ho incontrato molte donne che mi hanno raccontato la loro esperienza di cesareo e come sanno tutte  le ostetriche, quella della nascita, comunque avvenga, è un’esperienza talmente forte che anche dopo sessant’anni una donna è capace di raccontarla piangendo se ne è uscita ferita.

Se ha pianto, la maggior parte di loro non ha pianto per la ferita del corpo in sé, ma per quella dell’“anima” derivata da come si è sentita trattata.

Da qui l’enorme responsabilità di ostetriche e medici e operatori tutti nel “non nuocere” e nel far sì che anche l’esperienza più devastante possa ricomporsi in una sua dignità.

Per molte donne, il VBAC diventa quindi la giusta “rivalsa” per quello che è stato loro negato, dagli operatori o dalla vita.

Per me lo era talmente tanto che sono riuscita a partorire nello stesso giorno e mese e quasi alla stessa ora del cesareo di sei anni prima!

Per tutte quelle che scelgono di non voler programmare un cesareo ripetuto, nonostante le forti pressioni dall’esterno, il VBAC diventa un obiettivo di primaria importanza.

 

A volte, anche se i tassi di successo in ambiente favorevole sono molto alti (75% in media), non si riesce a partorire e bisogna fare un altro cesareo ma anche in questo caso il processo di guarigione non viene necessariamente interrotto purché la donna riesca a rielaborare l’esperienza,  con l’aiuto del partner e quello prezioso delle ostetriche coinvolte nel travaglio.

 

Nonostante la delusione finale questa volta l’aver travagliato con quel “fantastico dolore vitale” delle contrazioni mi ha riempito di un’energia nuova, dopo la ripresa ho cercato di riattivare il rapporto con me stessa e il mio corpo il prima possibile.”
Purtroppo molte si addossano la “colpa” del fallimento, almeno in un primo momento per poi arrivare a riconoscere che si è trattato di un insieme di fattori:

Beatrice mi ha scritto che non era riuscita perché presa dal panico in espulsivo, quando le ho chiesto “in che senso?”  mi ha raccontato quanto segue, ho sottolineato le frasi chiave:

 

“La paura è arrivata dopo la dilatazione completa, con le spinte, non subito
(ho spinto un’ora e mezzo), all’inizio mi sentivo anche potente, ero ancora
solo con le ostetriche e mio marito, libera nelle posizioni, me ne stavo a
terra, un po’ carponi, un po’ accovacciata o sullo sgabello…
Con una spinta forte ho rotto il sacco e il liquido era tinto, ma le
ostetriche non si sono scomposte. Però poi la sala si è riempita di gente, quattro
ostetriche, un’ infermiera, uno o due medici, mi hanno fatta mettere sul lettino,
tutti a toccarmi e a dirmi cosa dovevo fare, come dovevo mettermi, come
dovevo respirare, come dovevo spingere.
Io volevo tornare nel mio cantuccio per terra, dove stavo prima, in
ginocchio tra le gambe del letto e il carrello del CTG, ma non mi hanno
lasciata fare, e io non ero abbastanza forte per farlo lo stesso, mi hanno
detto che se volevo stare carponi ci potevo stare sul lettino (ad altezza
naso loro), ho provato ma era terribile stare lì a chiappe all’aria con
tutti intorno e nemmeno riuscire a vedere chi mi toccava, che faceva…
ricordo che chiesi un lenzuolo per coprirmi ad un certo punto, e mi fu dato,
ma lo sollevavano e mi toccavano, per me era intollerabile. Mi rimisero
supina e il dolore diventò insopportabile in quella posizione. Mi sentivo
giudicata
perché non aprivo abbastanza le
ginocchia, perché strillavo troppo, perché ero lenta, perché volevo spingere in
espirazione o comunque come sentivo, e non in apnea come mi facevano fare,
tipo valsalva insomma.
Ho avuto dei flash della mia prima esperienza devastante, ero
spaventata da quello che potevano fare al mio corpo e alla bambina, non mi
fidavo, avevo le antenne dritte come una sentinella in tempo di guerra, con
l’adrenalina a palla.
Ad un certo punto un’ostetrica giovane iniziò a preparare tutto un arsenale
di ferri, sentivo tutto quello sferragliamento nella “teglia“, iniziai ad
urlare che non volevo essere tagliata, che non volevo mi facessero
l’episiotomia, era il mio terrore”.

 

Nonostante Beatrice abbia anche scritto di come gli operatori presenti l’avessero incoraggiata molto a cercare di partorire comunque, anche se con la difficoltà dovuta ad una rotazione sacrale, la sua descrizione dell’ambiente percepito è chiarissima.

Eppure avendo invocato a gran voce il cesareo,  per anni si è sentita colpevole e non in grado di aver partorito.

Posso vedere chiaramente davanti a me questa scena da lei descritta così bene, l’ho visto succedere tante volte, dal punto di vista dell’ostetrica che sta cercando di offrire una buona assistenza e che in conseguenza di qualche deviazione dalla fisiologia (o a volte senza nemmeno che questo succeda) si ritrova complice di “una macelleria”,  sempre parole di Beatrice.

Leggendo quelle righe mi ritrovo immediatamente nei panni di quell’ostetrica che ha tentato fino all’ultimo di fare il suo dovere e che probabilmente si è sentita terribilmente frustrata per l’epilogo.

In questi casi, in cui un momento di riflessione sull’accaduto insieme alla donna è ancora più importante, è fondamentale evitare di scaricare qualunque tipo di responsabilità sulla donna, anche se sappiamo di aver fatto tutto quello che ci sembrava possibile in quella situazione e in quell’ambientazione.

Dopo esserci chieste se la nostra assistenza poteva differire in qualcosa e se questo avrebbe fatto la differenza, possiamo metterci l’anima in pace e lasciare che la donna trovi da sola i suoi eventuali limiti. Ovviamente senza rifiutare un ascolto attivo qualora richiesto.

“Ho capito che per superare il “trauma” di un cesareo, bisogna innanzitutto perdonarci noi stesse.”

Per fortuna la maggior parte delle volte le cose vanno meglio di così, e, nonostante si continui a dire alle donne che molto probabilmente “dopo molte ore di travaglio dolorosissimo e con il rischio che l’utero si spacchi” dovranno comunque rifare il cesareo, quelle che scelgono di non credere alle “leggende metropolitane”,  ce la fanno ad avere il loro VBAC, contro tutto e tutti.

“Il mio VBAC è stata una rinascita da molte cose”

 

Pur avendo usato questo termine nel mio libro per comodità e chiarezza non mi piace parlare di TOL (trial of labour) o travaglio di prova. Serve a rinforzare ancora di più, nelle donne che hanno già subito un cesareo l’idea che stiamo facendo una concessione e che in qualche modo l’esito potrebbe essere  un fallimento.

Perché non usare questo termine per tutte le donne allora? Del resto non possiamo sapere chi partorirà vaginalmente e chi no.

 

L’informazione sul VBAC continua ad essere fatta in modo scandalosamente terroristico. A me fu detto che potevamo morire sia  io che il bambino, ma l’ultima che ho sentito è di un curante che ha detto alla donna che chiedeva un VBAC che in caso di problemi gli operatori avrebbero dovuto scegliere tra salvare la madre o il bambino!

La situazione del sostegno al VBAC in Italia è molto variabile con ampie punte di fattibilità al Nord e ampie zone di pressoché impossibilità al centro-sud e, addirittura nella stessa struttura, a seconda del turno di medici di guardia, cambia di molto la prospettiva della donna di poter aver un accompagnamento sereno alla sua richiesta.

 

“Sogno di rinascere insieme ai miei bambini, sogno la mia casa inondata della Forza della Vita, sogno il silenzio e la potenza delle onde che mi attraverseranno, sogno la presenza di una compagna discreta, la mia ostetrica.”

Certo nessuno può obbligare una donna ad effettuare un cesareo che non vuole, mi direte, ma le pressioni possono essere così forti da far capitolare anche la più motivata delle donne/coppie. Ripenso allora con dei brividi a quello che mi ha raccontato Debra Pascali Bonaro (autrice del documentario “Orgasmic birth”) a proposito di alcune donne americane letteralmente legate al lettino operatorio per sentenza di qualche giudice consultato dai medici.

E mi torna in mente il racconto di Annamaria:

“ (il medico) Mi dice subito che non vuole farmi partorire ma sottopormi a cesareo perché il ps dopo il cesareo non è di protocollo in quell’ospedale, intanto terrorizzando mio marito con nefaste previsioni.
Mi oppongo fermamente alla cosa, così l’ostetrica ci suggerisce di recarci al Cristo Re dove è possibile il VBAC.
Il medico minaccia di chiamare i carabinieri, intanto fanno un tracciato dal quale non si riscontra alcuna anomalia.
A questo punto mi mettono dinanzi alla scelta: o cesareo o via dall’ospedale.
[…]

Così, tra i miei pianti e i miei no al cesareo ho subito una vera e propria violenza. Mi hanno trattata peggio di un animale da macello. Sottoposta ad intervento senza il mio consenso, senza alcun motivo reale o comprovabile. I tre giorni successivi alla nascita non ho fatto altro che piangere, giorno e notte. Non ho avuto nessuno che mi considerasse come una persona. Ed essendo veterinaria, direi nemmeno come un cane. Per quelli i clienti sono più rispettosi e premurosi.
[…]

Ci sto ancora davvero molto male. Fisicamente sono viva e lo è anche mio figlio, ma il taglio che ho sulla pancia è ben poca cosa rispetto alla lesione psicologica che reco dentro di me.”

 

Perché vi racconto tutto questo?  Perché bisogna sapere che cosa continuano a subire le donne (e le ostetriche) e perché la questione VBAC è gravata dalla paura che appesantisce e rende meno sicura l’assistenza  di quelle che nonostante tutto lo scelgono.

La paura medico-legale, quella nei confronti dei colleghi e delle colleghe, quella nei confronti dei genitori, quella dei genitori che in ogni momento si vedono confrontati con l’idea che per il loro egoismo il bambino viene messo a rischio.

Sappiamo che statisticamente il rischio di rottura d’utero è molto basso, sappiamo che la qualità degli studi che ce lo dicono non è alta perché non possiamo fare studi controllati randomizzati su questo argomento per ragioni etiche, sappiamo che sono studi molto ampi (più di 10.000 casi) e che sono condotti perlopiù in grandi ospedali americani dove peraltro è consentito usare ossitocina sintetica in travaglio anche nel VBAC (fattore che tende ad aumentare il rischio di rottura d’utero), grandi ospedali dove è raro che ad una donna vengano consentite la libertà di movimento, di espressione, di posizione e l’intimità necessarie a rendere il parto sicuro.

Fornire dati è difficile perché ci sono studi in cui si riportano rotture d’utero nello 0,02% dei casi ed altri in cui si parla dell’1%, e non è proprio la stessa cosa.

È raro trovare studi che ci dicano quante di queste rotture siano semplici deiscenze e quante siano invece catastrofiche.

Sappiamo che in media almeno il 75% delle donne che vuole il VBAC riesce ad ottenerlo se viene loro consentito di provarci.

Sembra che la mortalità perinatale e il rischio di encefalopatia ipossica siano leggermente più alti nel gruppo di donne che scelgono il VBAC (restando comunque un evento raro) e senz’altro questo argomento è quello più spesso usato per dissuadere le donne dal tentare il VBAC.

Sappiamo che questo rischio, come quello di avere un’isterectomia o altre complicazioni, è legato alla rottura d’utero e che coloro che riescono a partorire in realtà stanno meglio di quelle che ripetono il cesareo e così i loro bambini.

Sappiamo da alcuni studi ben disegnati che le donne con più cesarei alle spalle hanno un rischio di rottura d’utero simile a quello di donne con un solo cesareo alle spalle eppure ne circolano altri in cui si parla di rischio molto più elevato. A chi credere?

Sono dati statistici che hanno a che fare più con la “percezione” del rischio che con il rischio reale. Il regno delle probabilità e dei “se” è grande e nebbioso e ci si perde facilmente nelle sue lande desolate.

La paura più grande delle donne che scelgono il VBAC è proprio quella di sentirsi in colpa se dovesse succedere qualcosa al loro bambino, è quella di sentire su di loro il peso della responsabilità di una scelta spesso  ampiamente disapprovata dal partner, dalla madre, dalla vicina, dal fruttivendolo e in primis dal proprio medico, ginecologo, a volte, ostetrica.

Le donne che travagliano dopo un cesareo sono donne come le altre, anzi spesso più motivate al parto, e perfettamente in grado di affrontarlo.

A molte viene fatto credere di essere state loro stesse la causa del precedente cesareo perché magari non si erano dilatate, o, a detta dei sanitari,  non erano state in grado di spingere. Si cerca di convincerle che sono condizioni che si ripresenteranno come se ci fosse qualcosa di sbagliato nel loro corpo.

Questo è il tipo vissuto con cui hanno a che fare queste donne.

Il modo migliore di aiutarle può essere quello di ascoltarle a lungo, di rassicurarle che questa è un’altra gravidanza e ci sarà un’altra situazione di nascita, che se anche si dovesse ricorrere ad un altro TC questo avverrà con la consapevolezza di aver fatto tutti del proprio meglio.

La cosa migliore che possiamo fare per permettere loro di avere un’esperienza di nascita positiva e sicura è quella di rispettare al massimo la fisiologia del “loro” travaglio, sgombrare la mente dalle immagini terrificanti dell’emergenza e di tutto quello di tremendo che può succedere, trattarle come donne “normali”, sapendo nel nostro intimo che se il peggio dovesse succedere saremo pronte ad intervenire e con noi tutta l’equipe.

Allora le cose possono andare per il meglio.

Fin qui ho dato per scontato che il travaglio dopo un cesareo si svolga in ospedale. Non tutte scelgono così. Sono sempre più quelle che si rifiutano di metterci di nuovo piede a causa del trauma passato o perché sentono che non riuscirebbero a farcela incasellate nei protocolli.

Personalmente avrei voluto fare a casa il mio VBAC, ma non lo consiglio in prima battuta perché è senz’altro vero che in caso di rottura d’utero, a casa non abbiamo la possibilità di un intervento efficace. I tempi di trasporto devono essere rapidissimi per permettere la sopravvivenza del bambino e danni seri alla madre e questo non sempre è possibile.

Dopo una seria e franca riflessione sul “peggio” che può succedere alcune coppie scelgono comunque di restare a casa per il VBAC, consapevoli del fatto che lì non vi saranno interferenze che possano diminuire le possibilità di una nascita indisturbata e pertanto sicura.

“Quell’ambiente asettico e pieno di luce, quella poltrona al centro della sala mi hanno fatto gelare il sangue e mi sono detta “io qui non partorisco, qui mi tagliano di nuovo”. E tutto questo nonostante la disponibilità della ginecologa e della struttura. Ma il limite fortissimo di quel luogo erano i protocolli: avrei dovuto travagliare subendo il famigerato protocollo, le visite invasive, l’allettamento e i monitoraggi e il sentirmi in ogni momento trattata come una bomba a mano pronta ad esplodere. Dovevo trovare un posto in cui il protocollo fosse arginabile.”

Se si decide di venire incontro alla richiesta dei genitori sarebbe bene, per ovvie ragioni medico-legali, documentare con un consenso scritto “ad hoc” la consapevolezza che questi hanno acquisito del fatto che in caso di emergenza il trasporto in ospedale può non essere sufficiente a garantire un esito positivo.

Ecco le parole di Elisa, ostetrica:

E così anche per il mio parto inizio a pensare al domicilio, so che non si può fare, che il VBAC va fatto in ospedale, ma più passano le settimane e più non mi voglio accontentare dell’ospedale, voglio il meglio, voglio tutto!”.

Per concludere, l’altro elemento forte di guarigione e sostegno dopo un cesareo: l’allattamento!

Per tantissime, la prima risposta al senso di incompletezza e di separazione vissuti con il cesareo: “Aver allattato mia figlia mi ha fatto sentire più lupa con il suo cucciolo, e ha attutito un po’ il mio senso di vuoto, di mancanza e di fallimento.”

Ivana Arena 

autrice di “Dopo un cesareo” Bonomi ed. 2007

www.nascita-nondisturbare.com 

studi recenti sul VBAC:

 

Fine modulo

Cahill A, Tuuli M, Odibo A, Stamilio D, Macones G. Vaginal birth after caesarean for women with three or more prior caesareans: assessing safety and success. BJOG 2010;117:422–427. Conclusioni : Le donne con tre o più cesarei pregressi che tentano un VBAC hanno tassi simili di successo e di rischio rispetto a quelle con un solo cesareo pregresso e di quelle che ripetono il cesareo elettivamente.

Tahseen, S. and Griffiths, M. (2010), Vaginal birth after two caesarean sections (VBAC-2)—a systematic review with meta-analysis of success rate and adverse outcomes of VBAC-2 versus VBAC-1 and repeat (third) caesarean sections. BJOG: An International Journal of Obstetrics & Gynaecology, 117: 5–19. doi: 10.1111/j.1471-0528.2009.02351.x

Conclusioni: le donne che chiedono di affrontare un travaglio di prova  dopo due cesarei dovrebbero avere un counselling appropriato considerato che i dati parlano di un tasso di successi del 71,1%, un tasso di rottura d’utero dell’1,36% e una morbidità materna comparabile al cesareo elettivo.

Catling-Paull, C., Johnston, R., Ryan, C., Foureur, M. J. and Homer, C. S. E. (2011), Clinical interventions that increase the uptake and success of vaginal birth after caesarean section: a systematic review. Journal of Advanced Nursing, 67: 1646–1661. doi: 10.1111/j.1365-2648.2011.05635.x

Conclusioni: fattori clinici possono influire sulla richiesta di VBAC e sul suo successo

Catling-Paull, C., Johnston, R., Ryan, C., Foureur, M. J. and Homer, C. S. (2011), Non-clinical interventions that increase the uptake and success of vaginal birth after caesarean section: a systematic review. Journal of Advanced Nursing, 67: 1662–1676. doi: 10.1111/j.1365-2648.2011.05662.x

Conclusioni: fattori non-clinici hanno un impatto significativo sulla richiesta e il successo del VBAC.

Foureur, M., Ryan, C. L., Nicholl, M. and Homer, C. (2010), Inconsistent Evidence: Analysis of Six National Guidelines for Vaginal Birth After Cesarean Section. Birth, 37: 3–10. doi: 10.1111/j.1523-536X.2009.00372.x

Consclusioni: le line guida sul VBAC sono caratterizzate da una evidenza quasi sperimentale e raccomandazioni basate sul consenso, fattori che portano ad una grande variabilità tra le raccomandazioni e minano la loro utilità nella pratica clinica.


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112 Comments

  1. le sue parole hanno colto nel segno. Ho anche io una ferita nell’anima che non mi da pace. La mia bimba è nata nel 2009 con un tc perchè podalica. adesso aspetto la seconda bimba. Nascerà a fine febbraio. Non le dico l’ansia che ho avuto nell’attesa di sapere dove era la sua testolina. E finalmente è messa bene. Mi sono circondata da persone che mi sostengono, dal mio ginecologo all’ostetrica, nella scelta del parto naturale…ma perchè continuo a piangere?subito ero euforica perchè mi sembrava di avere una nuova possibilità, di pareggiare i conti con non so chi, di restituire qualcosa alla mia bambina a me stessa e al mio compagno facendo nascere sara naturalmente…ma adesso ho così paura…e se non dovessi farcela?un altra ferita nell’anima non penso di poterla sopportare…

    • posso dire che le donne che scelgono di provare il VBAC parto vaginale dopo cesareo anche quando le cose non vanno come avrebbero voluto di solito vivono questa esperienza in modo diverso, più consapevole. soprattutto perchè sentono di aver fatto una scelta e di aver tentato il possibile, questo quando ovviamente intorno hanno operatori e familiari che le sostengono nella scelta. grazie di aver condiviso le tue emozioni. in bocca al lupo, le possibilità di farcela sono molto alte!
      ivana

      • Gentile Ivana, vorrei ringraziarla con tutto il mio cuore perché le parole lette nel suo libro “dopo un cesareo” mi hanno aiutata a trovare la forza per affrontare vongole entusiasmo, energia e serenità il mio VBAC.
        A luglio 2011 ho subito un TC a dilatazione completa (in 1 ora e 40′) per un mancato impegno dopo circa 2 ore di spinte. A fronte di questa 2 gravidanza desideravo con tutte le mie forze un parto naturale al quale tutti si sono opposti. A 15 giorni dal parto dopo la lettura del suo libro, ho annullato il cesareo programmato e mi è ritornato il sorriso! La mia seconda bambina è nata in 3 ore esatte dal primo dolore ed è stata un’esperienza meravigliosa!!! Grazie davvero! È possibile per tutti!

  2. Anche io ho avuto un tc nel 2006, a dilatazione completa e dopo 30 h di travaglio! Scrissero per “mancato impegno della parte presentata”.. in realtà ho sempre pensato che la concomitanza con altri 12 parti durante il mio travaglio e l’inadeguatezza del personale (io non avevo un ginecologo o un’ostetrica a pagamento e mi sono fidata di chi era in turno)abbiano fatto sì che fossi io stessa a chiedere a gran voce il cesareo! Mi terrorizzavano dicendomi di spingere perchè presto la bimba avrebbe perso il battito.
    Non ho mai digerito quei brutti momenti e ad oggi, dopo 6 anni, vorrei provare il vbac. Il mio ginecologo, che inizialmente (sbuffando) mi aveva detto che avremmo provato, giusto lunedì scorso è tornato sui suoi passi! Sto malissimo, perchè mi fido delle sue competenze e perchè non vorrei andare a partorire in un altro ospedale. Pisa è un ottimo ospedale con un’attrezzata neonatologia, ma purtroppo qui è prassi il tc per le precesareizzate. Sono a 32 settimane e, come mi ha detto lui, ho un pò di tempo per farmene una ragione e pure.. “per scegliere la data del compleanno”.. Quanto è squallido tutto questo..
    La cosa terribile è che mio marito, che inizialmente mi sosteneva, si è lasciato convicere con le argomentazioni psicologicamente terrorizzanti, che si usano in wuesti casi..
    Mi dica lei.. possono impormi il vbac? Grazie

    • salve simona,
      il tc ripetuto non può essere imposto. io proverei a poggibonsi, siena, a volte vale veramente la pena fare qualche km in più per avere una bella esperienza di nascita. per quanto riguarda il compagno si può provare a fargli sentire qualche altro parere o leggere qualcosa pro vbac. in bocca al lupo per tutto.
      ivana

      • Grazie davvero per la celerità della risposta e per questo magnifico sito dove ho letto esperienze nelle quali mi riconosco pienamente. In queste 8 settimane farò di tutto per trovare qualcuno che appoggi questa mia esigenza. Le farò sapere..

  3. Ciao Simona,
    se ti può servire io mi sono appoggiata ad un ospedale che dista 20Km dalla mia città proprio perchè l’ospedale di Bra (cn) dove abito tende anche lui a fare il tc a chi l’ha già fatto mentre a Savigliano fortunatamente no. Quello che mi stupisce è il ginecologo: come è possibile che il mio mi dica che non ci sono indicazioni per un tc ma devo comunque fare un parto naturale (addirittura mi ha detto che avrebbe dei guai a consigliarmi un tc nella mia gravidanza fisiologica se qualcosa durante l’operazione dovesse andare male) e il tuo invece l’esatto contrario?
    Anche io ringrazio Ivana per la splendida risposta che mi ha dato.
    Sono più serena la mia data si sta avvicinando speriamo solo!!!
    Ciao
    Cristiana (prunella)

    • grazie dei complimenti e in bocca al lupo! purttroppo la diversità di opinioni mediche è data dal fatto che non tutti si aggiornano come dovrebbero…ora sono uscite le linee guida dell’istituto superiore di sanità sul tc che confermano ancora una volta come il vbac non sia solo un’opzione ma sia doveroso offrirlo a tutte le donne che non abbiano seri motivi per ripetere un tc.

    • Ho letto (troppo) tardi questo commento, ma ci terrei a sottolineare che anche io so che l’ospedale sopra citato considera il vbac una prassi, almeno da quando c’è l’attuale primario. Due anni fa ho “subito” un cesareo a causa di “tracciato non rassicurante”. Mio figlio si muoveva poco, insomma. Nessuno mi ha poi detto qual era il problema: mio figlio è nato con un indice apgar di 10/10, perfettamente sano, senza cordone intorno al collo o altri problemi. Ricordo che la ginecologa prima di entrare in sala operatoria mi disse “probabilmente le stiamo per fare un cesareo a gratis”, come se il cesareo, probabilmente non necessario, fosse per me un dono. Avrei voluto più chiarezza, prima o dopo. Che mi dicessero apertamente: “guardi, ci siamo sbagliati, in effetti non c’erano problemi di sorta”. Mi consola sopo pensare che il mio ginecologo, primario della struttura, mi abbia già detto che in una futura gravidanza, se non ci saranno problemi non ci saranno controindicazioni nel fare un vbac.

      • grazie del commento!

  4. Questo è un sito bellissimo..vi ringrazio a nome di tutte le donne. Anche io ho avuto, avolte penso subito, un cesareo a settembre 2009, dilatata di 4 cm dicevano che c’era il manca impegno della parte interessata..fatto è che non mi ha seguita nessuno, sono stata lasciata sola come un cane, non mi potevo alzare dal lettino perchè avevo il monitoraggio e ho fatto 13 ore di travaglio con contrazioni da subito ogni 2 minuti..un calvario..ho letto che se volessi tentare un Vbac il fatto che ho già travagliato è positivo..è vero? è vero che potevano dilatarmi manualmente come ho letto in altri post? Il mio ginecologo mi ha tenuta “buona” dicendo poi vediamo se è possibile ma alla visita di ieri già mi parlava di cesareo. Poi dice che essendo in sovrappeso mi faranno il cesareo anche se in questa gravidanza non ho preso peso e sono di 16 settimane. Avere chili in + puo’ essere un problema per un Vbac?Che dice è meglio farsi seguire da un’osterica?Vorrei farmi seguire da qualcuno del Santo Re di Roma perchè almeno ci voglio provare!!

    • salve anna,
      grazie dei complimenti…certamente puoi provare un vbac. al cristo re di roma viene sostenuto più che in altri ospedali di roma. le linee guida dell’istituto superiore di sanità sul taglio cesareo sono dalla tua parte! il fatto di essere in forte sovrappeso può complicare leggermente le cose ma di per sè non è una controindicazione…farsi seguire da un’ostetrica potrebbe essere un’idea buona.

      • Cara Ivana..Sono riuscita ad avere il mio Vbac!! Mercoledì 18 luglio è nata la mia principessa con un bellissimo parto naturale è stata dura ma ce l’abbiamo fatta e lei aveva tanta voglia di venire al mondo proprio così..E’ stata un’esperienza dura ma graticante al massimo e l’allattamento è partito bene.Ho firmato per averla in stanza con me e posso dire che tra noi si è creato un legame veramente speciale da subito..Appoggiata su di me appena nata me la sono goduta con il papà.. l’ho attaccata subito ed è stato bellissimo!
        Contro tutto e tutti io e lei abbiamo vinto la nostra battaglia!
        Grazie a te e a tutti i tuoi consigli del tuo prezioso libro!
        Anna

        • che bello! vuoi scrivere la tua testimonianza per la sezione testimonianze appunto? così sarà utile ad altre donne…

  5. Ciao a tutte! Vi scrivo per dirvi che la mia piccola Sara e’ nata domenica 4marzo alle 9.30 NATURALMENTE.!!! ce l’ho fattaaaaa!!!a tutte le ragazze che leggono e ci tengono vi dico che si può fare e la soddisfazione finale e’ incredibile! Grazie ancora per il sostegno e per il bellissimo sito! Cristiana

    • :)

  6. che bello auguri!
    se hai voglia di scrivere tutta la storia io vorrei fare una sezione testimonianze…
    dove è nata?
    ivana

  7. Ciao. ho subito un TC nel 2006 per “liquido tinto di meconio”ma con BCF nella norma. ora sono alla 10 settimana e vorrei tentare il VBAC. dove posso rivolgermi a Roma?
    grazie :)

    • puoi provare al cristo re dott. piscicelli, in bocca al lupo. fammi sapere
      ivana

      • grazie :). mi avevano detto anche dr fusco all’isola tiberina fatebenefratelli. ti farò sapere

        • si lui è stato il mio relatore per la tesi sul vbac…

  8. Cara Ivana, il tuo libro mi ha aperto gli occhi! 3 anni fa ho subito un TC per mancato impegno, un TC non regalato,ma quasi dovuto data la sofferenza fetale… Quello che è stato gratuito è la pessima l’assistenza, o l’assenza di assistenza in travaglio. Appena uscita dall’ospedale mi sono subito documentata e ho trovato il tuo libro che ho letto due volte!!! per tre anni ho aspettato il mio VBAC che è splendidamente arrivato l’8 febbraio scorso! Ho letto il tuo articolo su come un VBAC può guarire un cesareo… Confermo, perme è stato così e sarei molto felice di condividere la mia esperienza in maniera più ampia se possibile. É stata un’esperienza forte che mi ha personalmente cambiata e ha cambiato tutti gli aspetti della mia vita! Un abbraccio e grazie ancora!

    • ciao grazie della tua testimonianza sto per aprire al sezione testimonianze e sarebbe prezioso avere anche la tua, me la mandi così la pubblichiamo?

  9. Grazie Ivana per la risposta! Certamente ti invierò tutto! Sono contenta di poter raccontare la mia esperienza, non pensavo ci fossero tante altre donne che hanno il mio stesso vissuto! Se solo l’avessi saputo prima mi sarei sentita meno sola e avrei trovato un aiuto per metabolizzare prima!

  10. ciao Ivana, io ho avuto il mio TC nel maggio del 2009, e’ stato un TC d’urgenza in fase espulsiva per distacco della placenta e relativo crollo del battito fetale….un TC obbligato, nel mio caso, il bimbo e’ nato con apgar 5 nonostante ci abbiano messo solo 3 minuti a tagliarmi….
    ma l’idea di essere a un soffio dal traguardo ed essere operata…caspita se mi dispiace!Ora sono all’11 settimana di una nuova avventura…e l’idea di tentare un VBAC mi solletica….e mi terrorizza dall’altro lato….nel primo travaglio ho avuto da subito contrazioni molto frequenti e dolorose ma non abbastanza lunghe…la dilatazione e’ stata lentissima ( 18 ore per arrivare ai 10 cm )….ora i dubbi che ho sono legati alla capacita’ del mio utero di contrarsi….e se quelle contrazioni troppo ravvicinate si ripresentassero..e se il mio utero reagisse male?….so che tu non hai la sfera di cristallo….ma una pacca sulla spalla e un suggerimento possono sempre essere utili!per fortuna ho ancora molte settimane davanti per capire cosa fare e cosa voglio ( anche perche’ il mio cesareo non l’ho subito, mi ha dato fastidio ma ha salvato davvero il mio bimbo, il post e’ stato ottimo e l’allattamento e’ partito subito, tant’e’ che il bimbo ha avuto un calo fisiologico di soli 50 gr )…tu conosci qualche ostetrica nella zona di varese che possa seguirmi e consigliarmi?la mia ginecologa a parole e’ favorevole al travaglio di prova….sai quali sono le statistiche di successo dei vbac nell’ospedale del ponte di varese?..scusa per il post lunghissimo…e grazie per l’ascolto!!!un abbraccio!

    • ciao , mi dispiace ma non ho conoscenze nella tua zona però se vai su partonaturale.org o sul gruppo facebook Vogliamo un vbac! sono sicura che qualcuna saprà aiutarti. per quanto riguarda il travaglio non è detto che quello che è successo l’altra volta si ripeta…bisogna provare e poi vedere nulla vieta di fare un altro tc urgente se se ne presentasse la necessità. in bocca al lupo e fammi sapere.

  11. Cara Ivana, ho sentito parlare spesso di te, vorrei chiederti un consiglio ma non so come contattarti. ho subito un cesareo piu’ di 7 anni fa ed ora sono alla 32esima settimana, e spero vivamente in un parto naturale, ma vivo a frosinone. il mio ginecologo dapprima consenziente sta cominciando a cambiare atteggiamento, e mai e poi mai vorrei avere un cesareo nell’ospedale di questa città perchè gestito in maniera assurda e illogica, non favoriscono l’allattamento dando aggiunte al bambino in nido, e molte mamme escono da li’ senza latte, per non parlare del personale. Vorrei da te un consiglio su dove recarmi. sento molto parlar bene di Viterbo, ma è lontanissimo e anche volendo, non so come muovermi, cosa fare e quando andare per un incontro. non sai se c’è qualcosa piu’ vicino a me? so che sei di Roma, è possibile un contatto privato? ti prego, dammi un consiglio, anche perchè mi sa che ormai non ho piu’ tanto tempo per decidere! grazie mille, baci!

    • ciao ti ho risposto in privato ma non avevo letto questo commento, a Roma comunque c’è il Cristo Re dove sostengono abbastanza il VBAC. comunque non è per forza necessario essere già state in un ospedale per prendere contatti per poter chiedere un VBAC è un tuo diritto! quindi anche se non puoi andare a Viterbo ora potrai farlo quando avrai le contrazioni! fammi sapere

    • Ciao EUgenia,
      Non so se qualche volta ti trovi qui… Anche io ho avuto la mia bambina a frosinone con cesareo… Esperienza bruttissima… Poi come e’ andata? Hai avuto il tuo vbac? Fammi sapere!

  12. Carissima Ivana, mi ha colpito il fatto che siamo coetanee! ma tu hai quella marcia in più che sto cercando ed immagino che il parto naturale dopo un cesareo possa davvero aiutarmi ad aumentare l’autostima ed aprire nuovi scenari di vita.
    Sono alla 27a e sto informandomi sul VBAC nella mia zona Ferrara. Non me la sento di partorire a casa. Ho 2 possibilità di ospedale: S.Anna (dove ho subito il TC nel 2007), ora in subbuglio per trasloco nei nuovi locali di Cona, che vanta una buona neonatologia oppure osp. del Delta. Conosci come funzionano? Qui un’ostetrica mi ha detto che fino alla 34° è consigliabile ospedale con neonatologia, poi posso scegliere.Al Delta fanno il VBAC ma sostengono che, nella fase finale, è necessaria l’ossitocina per aiutare l’utero a contrarsi, a maggior ragione avendo avuto un TC! io credo esattamente il contrario e non la voglio (le tue risp. lo confermano)
    Inoltre sono a dieta per diabete gestazionale (con buoni risultati). Può avere qualche influenza/complicazione per il VBAC?

    Il mio precedente parto lo ricordo come un fallimento, cui sono giunta impreparata e disinformata (i corsi preparto tradizionali formano pochissimo!). Mi hanno indotto il parto alla 41+3. Inizialmente le contazioni erano partite bene, poi si sono fermate in vasca. Quindi OSSITOCINA in vena, che mi ha scatenato contrazioni dolorosissime ed “inutili”, mi hanno rotto le acque con uno spillone,immobilizzata nel letto da flebo e monitoraggio, vedevo davanti a me, nella sala attigua, la poltrona da parto e mi sembrava una “sedia elettrica”. Il mancato impegno della bimba e il mio sfinimento dopo 20 ore di travaglio hanno fatto decidere per un TC. La bimba era macrosomica (kg. 4.410), sembrava una bimba di 2 mesi, non mia. Il legame con la mia bimba l’ho ricucito grazie ad un allattamento motivato e prolungato (18 mesi), tema sul quale sono impegnata con altre mamme. Ma la ferita emotiva, la delusione, l’insuccesso logorano. Mi manca la completezza di un parto naturale, l’espressione della potenza della natura! Ho paura di un’altra delusione!
    Grazie per ciò che fai

    • ciao mi dispiace ma non so consigliarti su ferrara…puoi provare ad entrare in partonaturale.org lì troverai tante donne da tutta italia che potrebbero aiutarti a decidere oppure su vogliamo un vbac! su facebook…ce la farai devi crederci molto però. fammi sapere

  13. sono passati 8 mesi da quando ho partorito con tc e ancora oggi piango…la mia è stata una gravidanza meravigliosa,poi alla 40+4,dopo induzioni fallite, ho firmato per il taglio perchè il mio ginecologo parlava di sofferenza fetale…ho avuto paura per la mia creatura.Sono stata una stupida,primo perchè ho accettato le induzioni,si sarebbe potuto aspettare per farle,poi perchè sono andata in una clinica privata dove il tc è troppo frequente.Mi sono opposta più volte,ma poi ho ceduto.E oltretutto mi hanno fatto l’anestesia totale….ho perso il momento più bello nella vita di una donna.E ora?Leggere le vostre testimonianze mi riempie il cuore…ma sono del sud e praticamente qui il vbac penso non sappiano nemmeno cosa sia…

    • ciao romina grazie della tua testimonianza, mi dispiace…non èe detto che tu non posssa avere un Vbac anche al sud quando sarà ne riparliamo…se vuoi.

  14. Io ho questa ferita dell’anima ancora molto dolorante.
    Sono passati due anni ma, ancora, non riesco a perdonarmi.
    Mi sono sentita e mi sento tuttora una mezza-mamma.
    Ho fallito due volte: non sono riuscita a partorire mio figlio e nemmeno ad allattarlo.
    Non conto più le lacrime che ho versato.
    E non conto più i momenti di rabbia contro quegli operatori che mi hanno gettata nella paura e mi hanno fatta sentire inadeguata violando il mio corpo e il momento più bello della nascita di mio figlio e della mia come Madre.
    Ancora adesso non riesco nemmeno a pensare ad una seconda gravidanza. Ho troppa paura e mi sento troppo inadeguata per riprovarci. Continuo a “leccarmi le ferite” senza trovare la forza per guarire.

    • ciao mi dispiace…ci vuole tempo e tanto lavoro su se stessi per riuscire a “perdonarsi”. a volte scrivere la propria esperienza e le proprie emozioni può servire ad aiutare altre a non subire gli stessi abusi e anche a noi stesse per rielaborare. se decidi di farlo mandami qualcosa, possiamo pubblicare una tua testimonianza nella sezione testimonianze. grazie

  15. Ivana ciao, scusa se ti disturbo ancora,….la mia gravidanza sta andando avanti , e’ sempre ancora presto….ma sto seriamente valutando l’ipotesi di un travaglio di prova…..ora il mio dubbio e’ : meglio una struttura accreditata , con una TIN disponibile e all’avanguardia, sala operatoria a disposizione sempre….ma un po’ poco personale, tanti parti in contemporanea ( e, ultimamente pare, alcuni problemi ai nascituri per colpa, sembrerebbe, di interventi intempestivi ) …o una struttura piu’ piccola , con personale ( mi dicono ) molto piu’ scrupoloso e presente durante tutto il travaglio ….ma senza TIN ????…cosa ne pensi? la TIN e’ necessaria o qualsiasi intervento d’emergenza puo’ essere effettuato eventualmente anche senza TIN?grazie…e scusa ancora per il disturbo…un abbraccio

  16. ciao io penso che la tin sia utile in caso di urgenza, ma purtroppo allo stesso tempo, negli ospedali più grossi si tende ad avere un tipo di assistenza che aumenta il rischio che il bambino possa soffrire. un ospedale piccolo con assistenza attenta e rispettosa potrebbe garantire meglio il normale svolgimento del travaglio. scegli quello che ti fa sentire meglio…e in bocca al lupo!

  17. Ciao Ivana,
    devo ancora leggere il tuo libro, l’ho ordinato da un sito e mi arriverà proprio in questi giorni, lo sto attendendo con ansia, non vedo l’ora di leggerlo! Ho avuto un Tc il 03/08/2009 per sofferenza fetale, battito tachicardico rilevato dal tracciato, ero alla 41esima+2,oggi sono alla 24esima settimana e desidererei tanto provare per il vbac. Sono di Messina e mi sto appoggiando all’ospedale San Vincenzo di Taormina, dove ho parlato col primario, dr. Caudullo Sebastiano, il quale è favorevole al vbac insieme, dice a tutta l’equipe medica. Volevo chiederti se intanto conosci la struttura ed hai avuto testimonianze proprio in questo ospedale di Taormina, ed ancora se, per quanto riguarda la mia esperienza che, non ho avuto mai contrazioni, collo dell’utero chiuso, nè dilatazione, nè rottura delle acque (fIgurati che all’ospedale di Messina dove poi mi hanno fatto il Tc,erano convinti che io avessi sbagliato la data delle ultime mestruazioni), secondo te potrò avere un normale travaglio o il fatto che non ne ho avuto prima complica la situazione? Ti ringrazio anticipatamente per la tua risposta. ciao, Lucia

    • ciao grazie della tua testrimonianza, puoi senz’altro avere un vbac anche se non hai travagliato l’altra volta ma non conosco questa struttura, puoi prvare a sentire il forum parto naturale ew vedere se c’è qualcuna che lo conosce…in bocca la lupo

  18. sono Katia sto leggendo nel tuo sito , devo dire che bellissimo!!! io ho avuto un cesareo per presentazione podalica nel febbraio 2011, l’ho avuto al policlinico casilino di roma, ero seguita da una gine che lavora li! il cesareo mi ha cambiata molto, non riesco a ricordare con gioia quel momento, ancora oggi dopo 16 mesi ho il dispiacere di non aver potuto mettere al mondo IO mio figlio! leggo un po ovunque sul VBAC , cerco di informarmi per non arrivare disinformata alla prossima gravidanza, perchè il mio desiderio più grande è quello di poter partorire naturalemente. leggo molto del Cristo Re, vorrei avere qualche consiglio da te, sai il mio bimbo ora ha 16 mesi, quanto dovrei ancora aspettare per provare ad avere un altra gravidanza!? un altra cosa, il policlinico casilino è un ospedale pro VBAC o contro!? mi piacerebbe molto affidarmi alla mia gine che lavora li ma ho paura che come struttura ospedaliera non dia questa opportunità, ovvero ho paura che al primo intoppo prendono e tagliano! grazie in anticipo

    • ciao grazie del contatto ti ho risposto via mail! il casilino non è un ospedale pro vbac almeno per quanto mi risulta…le tue paure sono abbastanza fondate direi…

      • ho letto ora il tuo commento, grazie ivana!!!!!

  19. ciao ivana!ho conosciuto il tuo sito sul gruppo di facebook…che dire..è bellissimo!
    anche io mi sono perdonata e riscattata dal mio cesareo del 2008 con un vbac…quest’anno, stesso mese, stesso giorno, quasi stessa ora!
    sarà un caso, ma posso confermare che davvero è come rinascere!
    grazie al cielo esiste ancora chi crede nella forza delle donne! :)

    • fantastico! che bello! grazie… vuoi sccrivere la tua testimonianza per il sito?

      • certo molto volentieri!dove devo inviare la mia testimonianza?appena posso la scriverò! 😉

        • si grazie poi ci penso io a inserirloa nella sezione testimonianze. mandala tramite contatti…

  20. Ciao Ivana e ciao a tutte, grazie per queste incoraggianti testimonianze…è stata una fortuna avervi trovate!

    Io sono Marianna, mamma di Giovannino dal novembre 2010; il cucciolo è nato con taglio cesareo a Milano in Melloni, dati i tre pessimi tracciati eseguiti in appena tre ore dopo che mi avevano indotto il parto…alla fine l’apgar è stato 9/10, ma nn me la sento di dare colpe, coi tracciati che avevo è ovvio che non volessero rischiare, basta dire che alle 10 mi avevano fatto l’induzione ed alle 13:11 il mio bimbo era già nato d’urgenza…

    Se devo essere sincera non ho sofferto particolarmente l’aver avuto un cesareo, perchè il mio bimbo è stato un tale turbine di vita che mi ha portato via ogni brutto pensiero, ma ho sofferto tanto il non averlo potuto tenere subito vicino a me, il fatto di aver avuto una ripresa lenta e dolorosa e di essere stata imbottita di farmaci (ho l’aorta bicuspide e ho dovuto fare una profilassi particolare….), per andare al nido ad allattare il piccolo che aveva l’ittero mi sembrava di fare ogni volta una traversata….

    Col nuovo anno volevamo cominciare a cercare un altro bimbo e io vorrei arrivare a quel punto abbastanza informata e consapevole (sì, sono una precisina!!:D): di volere un vbac lo so di certo, non solo per un senso di riscatto, ma perchè credo che una donna sia fatta per partorire naturalmente e una seconda scelta per un cesareo sia uno stravolgimento di quella che è la sua naturale inclinazione: mi sembra la cosa più ovvia, la meno discutibile. Cerco quindi a Milano un ospedale che sia pro VBAC ed un bravo ginecologo che abbia esperienza nel campo, ma anche, al di là di tutto, un ospedale in cui se qualcosa (speriamo di no) dovesse andare storto, possa essermi praticato almeno un “cesareo dolce”, lasciandomi il tempo di conoscere il mio prossimo piccolo, di guardarlo negli occhi, di tenerlo sul petto e di allattarlo subito (ho allattato a lungo Giovannino e ci terrei a farlo anche col secondo) come non ho potuto fare col mio primo….

    Avete consigli, suggerimenti, esperienze?

    Grazie,

    Marianna

  21. ho avuto il mio VBAC il 4 ottobre al Cristo Re. voglio incoraggiarvi tutte. si può fare se lo volete e se siete sostenute da chi sa cosa fare. per chi è di Roma e dintorni consiglio il Cristo Re. mi sono sentita come se avessi partorito a casa. coraggio :)

  22. Ciao Ivana e ciao a tutte le mamme e future,
    il mio Alessandro è nato con cesareo nel 2009 per distocia dinamica.. non sono mai riuscita a capire fino in fondo che cosa non abbia funzionato ma mi sono sentita poco “aiutata” dal personale nelle fasi di travaglio. per tanto tempo mi sono sentita in colpa per non essere stata in grado di partorire naturalmente, alla fine aiutata da chi mi sta vicino credo di aver accettato la cosa.. la voglia di riscatto però è davvero tanta!!! Ora sono in attesa della mia Eleonora che dovrebbe nascere a fine novembre. Mi sto documentando molto e soprattutto cerco di lavorare su me stessa e prepararmi psicologicamente ad affrontare il travaglio e avere il mio vbac!! grazie a tutte per le testimonianze incoraggianti! qualsiasi consiglio è ben accetto!!! :)

    • grazie del messaggio! il mio consiglio è abbi fiducia in te stessa e nel bambino e scegli un ambiente di nascita rispettoso…in bocca al lupo!

      • Ciao Ivana, sono reduce da un cesario fatto a gennaio 2010 x presentazione podalica della Mia Giorgia, la quale l ultimo mese Di gestazione a grande sorpresa si gira! Ho fatto Di tutto x agevolarle la capriola , ma senza successo! Quindi tc programmato a 39 piu6!!! Ora voglia Di riscatto sono alla 39 piu 2 e ho cercato Di convincere il mio gine e tutta l’equipe medica dell ospedale ( anche grazie al tuo libro) Che posso farcela!! Mi Hanno concesso sotto Mia insistenza un travaglio Di prova , tempo fino alla Mia DPP! Il giorno successivo mi far anno il cesareo! Sono all ospedale Di Isernia! Non voglio arrendermi cosa posso fare! Loro dicono Che aspettare oltre mi porterebbe a un maggior insuccesso
        Grazie x il lavoro Che svolgi

        • ciao lo vedo solo ora! nessuno ti può forzare a fare quello che non vuoi…dovrebbero trovare qualche argomento più convincente per convicerti a fare un altro cesareo! fammi sapere come va!

  23. Le tue parole hanno fatto centro nel mio cuore, sono l’espressione di quello che provo ancora a 4 anni di distanza e un altro cesareo l’anno scorso, non conta la ferita fisica ma quella dell’anima che non potrà mai rimarginarsi,è un dolore grande per me non aver potuto partorire naturalmente i miei due gioielli, ed è ancora più doloroso sapere che non potrò mai provare quella naturale sensazione di dare la vita, di mettere al mondo.. E’ ingiusto, non posso accettarlo, è una grande croce per me che dovrò portare per sempre.
    Ciao e complimenti per il sito è meraviglioso

    • grazie delle tue parole…puoi trovare però una ragione in quello che ti è successo magari anche solo divulgando la consapevolezza sul fatto che dopo un cesareo si può scegliere un’altra via e informando le donne sul diritto di scelta sul proprio corpo.

    • concordo con te….anche io 2 cesarei a distanza di 4 anni l’uno dall’altro……e il 2 dopo un tentato vbac mal accolto dall’ospedale che voleva farmi un cesareo elettivo alla 38 settimana!
      chissà, magari potremo tentare un vba2c!!!!
      Ps. io ancora piango e sto male per la mia esperienza….solo chi l’ha passata può capire….

  24. Ciao Ivana……alla fine…..VBAC e’ stato!!!! Ce l’abbiamo fatta, il travaglio e’ partito naturalmente alla 38 esima settimana , nessun aiutino esterno, totalmente naturale….e’ stata un’esperienza magnifica….dolorosa, forte ma totalmente appagante.mi sono trovata bene nell’ospedale della mia citta’ (varese)…..perche’ non mi hanno trattata come una pazza che provava a fa qualcosa di rischioso…ma come una normalissima partoriente! Questo atteggiamento di normalita’ mi ha aiutata molto nel mantenermi calma. Stavolta sono riuscita a concentrarmi su cio’ che stava succedendo, ascoltando solo me stessa e il piccolo che si faceva strada. Bellissimo. Provateci ragazze , non e’ una cosa impossibile.

    • bello! grazie del commento se mi mandi tutta la storia la pubblichiamo sotto testimonianze!

  25. Cara Ivana,
    dopo aver subito per il mio primo parto nel 2006 un cesareo dopo tante ore di contrazioni indotte con l’ossitocina perchè non si dilatava il collo dell’utero, nel 2009 ho chiesto al mio ginecologo un travaglio di prova per il secondo parto ma lui lo ha escluso categoricamente parlandomi di danni sicuri per me e il bambino. Presa salla paura ho subito il secondo tc questa volta programmato. A mio parere al primo parto avrebbero dovuto rimandarmi a casa e aspettare il naturale corso delle cose, anche se ero a 9 giorni dopo il termine, e a suo tempo l’utero si sarebbe dilatato,infatti ero andata in clinica credo per inesperienza solo per delle perdite perchè il mio ginecoloco mi aveva detto di precipitarmi li’,ma non avevo contrazioni nè rottura delle acque. Adesso sono di nuovo incinta con termine il 25 marzo. il ginecologo vuole fare assolutamente il terzo cesareo perchè dice che dopo 2 tc non se ne parla proprio di tentare un parto naturale,il fallimento è assicurato e i rischi sono sicuri per me e il bimbo.
    Dalle mie ricerche in merito al vbac non è risultato niente a napoli, dove risiedo, tranne il dott roberto vigorito ma prima di chiedergli un consulto vorrei chiederti se conosci qui qualcuno (ma in campania figuriamoci c’è il primato dei tc e un’assistenza penosa al parto naturale che non ti dico) a cui rivolgermi per un parto naturale di prova dopo 2 cesarei o se hai sentito di questo dottore.
    Per me l’esperienza del ceareo è stata traumatizzante, come una violenza e ancora oggi quando ci penso piango e ne sono profondamente ferita e delusa, non ne conosco realmente le motivazioni mediche perchè non ho avuto mai chiarezza e a chiedere mi sentivo rispondere male, che dovevo essere contenta per la salute mia e del bambino che era l’unica cosa importante.Per la mia personalita’ gia’ affetta da un complesso di inferiorita’ dovuto a storia familiare non “essere riuscita a partorire” è stato e rimane devastante e mi ha segnato ancora di piu’ irreversibilmente, l’esperienza del parto è stata fredda e atroce anche perchè non mi è stato possibile viverla col mio compagno,invece in sala parto lui avrebbe potuto accedere.
    Grazie per la tua esperienza,testimonianza e aiuto.
    imma

  26. Cara Ivana,
    dopo aver subito per il mio primo parto nel 2006 un cesareo dopo tante ore di contrazioni indotte con l’ossitocina perchè non si dilatava il collo dell’utero, nel 2009 ho chiesto al mio ginecologo un travaglio di prova per il secondo parto ma lui lo ha escluso categoricamente parlandomi di danni sicuri per me e il bambino. Presa salla paura ho subito il secondo tc questa volta programmato. A mio parere al primo parto avrebbero dovuto rimandarmi a casa e aspettare il naturale corso delle cose, anche se ero a 9 giorni dopo il termine, e a suo tempo l’utero si sarebbe dilatato,infatti ero andata in clinica credo per inesperienza solo per delle perdite perchè il mio ginecoloco mi aveva detto di precipitarmi li’,ma non avevo contrazioni nè rottura delle acque. Adesso sono di nuovo incinta con termine il 25 marzo. il ginecologo vuole fare assolutamente il terzo cesareo perchè dice che dopo 2 tc non se ne parla proprio di tentare un parto naturale,il fallimento è assicurato e i rischi sono sicuri per me e il bimbo.
    Dalle mie ricerche in merito al vbac non è risultato niente a napoli, dove risiedo, tranne il dott roberto vigorito ma prima di chiedergli un consulto vorrei chiederti se conosci qui qualcuno (ma in campania figuriamoci c’è il primato dei tc e un’assistenza penosa al parto naturale che non ti dico) a cui rivolgermi per un parto naturale di prova dopo 2 cesarei o se hai sentito di questo dottore.
    Per me l’esperienza del ceareo è stata traumatizzante, come una violenza e ancora oggi quando ci penso piango e ne sono profondamente ferita e delusa, non ne conosco realmente le motivazioni mediche perchè non ho avuto mai chiarezza e a chiedere mi sentivo rispondere male, che dovevo essere contenta per la salute mia e del bambino che era l’unica cosa importante.Per la mia personalita’ gia’ affetta da un complesso di inferiorita’ dovuto a storia familiare non “essere riuscita a partorire” è stato e rimane devastante e mi ha segnato ancora di piu’ irreversibilmente, l’esperienza del parto è stata fredda e atroce anche perchè non mi è stato possibile viverla col mio compagno,invece in sala parto lui avrebbe potuto accedere.
    Grazie per la tua esperienza,testimonianza e aiuto.
    imma

    • ciao imma grazie della tua testimonianza…
      ti dico che anche dopo due cesarei si può partorire, bisogna credere molto in
      se stesse e conoscere i propri diritti..infatti nessuno può sottoporti ad un
      cesareo senza il tuo consenso
      .in campania c’è l’ospedale di castellammare di stabia dove credo che assistano ancora i vbac,
      altrimenti cerca il dottor guarino che era il primario di quell’ospedale…
      inoltre se vai sul sito dell’ISS http://www.snlg-iss.it/lgn_cesareo_II_parte
      trovi le linee guida dove si dice chiaramente che fino a due cesarei è
      possibile provare il parto spontaneo senza aumento dei rischi…fammi sapere
      ciao ivana

  27. La mia esperienza personale è stata un susseguirsi di traumi:
    dapprima sono rimasta traumatizzata dopo un aborto spontaneo(naturalmente il sostegno psicologico mi è mancato,tutti a dire che in fondo non era successo niente),ma fortunatamente sono rimasta incinta dopo circa 6 mesi…la gravidanza è stata fisiologica quindi perfetta nonostante l’iniziale paura che avevo di perdere mia figlia e i vari disturbi legati alla pressione bassissima e il ferro basso.
    Alla 38esima settimana di gravidanza tutto era perfetto e nella norma,la bambina era in posizione e avevo già qualche doloretto –
    dopo aver effettuato il primo tracciato, decidono di operarmi d’urgenza e di praticarmi il cesareo perchè secondo i medici c’era una sofferenza fetale visto il battito cardiaco di mia figlia era accelerato.
    Tutto quello che ho letto in questa pagina descrive perfettamente tutto quello che ho vissuto e sto vivendo,con l’aggravante che non sono riuscita nemmeno ad allattare mia figlia un pò perchè non ho avuto il sostegno di qualcuno che mi trasmettesse serenità e un pò perchè mia figlia era pigra e dovevo sollecitarla;dopo un mese,non ce l’ho fatta più sono passata all’allattamento artificiale,mi sentivo fallita perchè non avevo partorito naturalmente, rifiutata da lei che forse aveva solo bisogno di tempo,di una mamma calma e non di una mamma isterica che piangeva in continuazione che si sentiva incompresa da tutti.
    Sono passati quasi 3 mesi e da allora sono cambiata, non riesco a organizzarmi come vorrei,mi sento apatica,il sesso non mi interessa e ho un’alimentazione sregolata…spero di riprendermi.

    • cara Loredana, mi dispiace… di dove sei? non esitare a chiedere aiuto, è molto importante! si potrebbe cercare qualche gruppo di donne con cui condividere la tua esperienza. se vuoi on-line trovi il forum di parto naturale oppure su FB noi vogliamo un vbac! oppure Innecesareo
      fammi sapere se vuoi scrivimi in privato
      ivana

      • Sono della provincia di Napoli,grazie per avermi risposto,sicuramente ti scriverò in privato…grazie

  28. Ciao Ivana…sono un ostetrica,lavoro a Pescia…ho fatto un TC da 9 mesi e sono qui che combatto contro tanti perche,sensi di colpa,contro questa ferita…con la quale non ho alcun tipo di rapporto…magari se posso scriverti in privato ti racconto tutto!Intanto ho comprato il tuo libro e in questo sito sto trovando gia un po di sollievo…Grazie per quello che fai…

    • ciao! mi dispiace per il tuo TC, certo mi puoi scrivere in privato andando su contatti.

  29. Gentilissima Ivana, da 10 mesi e’ nata la mia bimba, con cesareo perche’ podalica. Purtroppo anche io, come Eugenia, ho partorito a frosinone e mi e’ rimasto un brutto ricordo…
    Da allora guardo il mio corpo e vedo quella brutta cicatrice che non e’ solo sul corpo ma anche nell’ anima e mi sembra di non aver fatto abbastanza per farla girare e avere un parto naturale… E non mi sento capita quando ne parlo… E mi sento cosi sola..

    • ciao, mi dispiace … purtroppo sei un po’ lontana ma se vuoi passare una volta a fare quattro chiacchere io ci sono … sto ad ostia antica. altrimenti potrei metterti in contatto con un altra mamma di Frosinone … se lei è d’accordo.

      • Ciao Ivana, grazie mille per la disponibilita”. Mi farebbe molto piacere incontrarti, sarebbe davvero un onore! Magari mio marito, la mia piccola ed io potremmo fare una gita da quelle parti e parlare insieme di questa esperienza! Intanto sarei felice di conoscere un’altra mammma che ha vissuto la mia stessa cosa: spero anche lei sia d’accordo .

  30. Salve, a Perugia e provincia esiste una struttura o dei medici che siano a favore del parto naturale dopo un primo parto cone cesareo?
    Grazie, non so dove sbattere la testa….

    • Salve non ho notizie dirette su Perugia pero potresti andare su fb alla pagina partorire naturalmente dopo un cesareo chi la gestisce sta cercando di fare una mappatura altrimenti sul forum parto naturale.org in bocca al l’iPod

  31. Ciao Ivano mi anche a me hanno fatto il Cesario a 42 settimane dp un induzione nn riuscita ma sn rimasta malissimo aspettavo quel momento cn magia !ora la mia piccola ha 1 anno e penso a un’altragravidanza so che al Cristo re o al fate bene fratelli fanno il vbac quale mi consigli dei due?aaaaa se della prima nn si è dilatato l ‘utero può ri succedere di nuovo ?grazie ciao!

    • meglio cristo re in generale… dipende dal perché non si è dilatato…ma non vedo perché dovrebbe succedere di nuovo… se vuoi racconta come è andata…

  32. Cara Ivana, leggendo la tua esperienza e quella delle altre ragazze, non ho potuto fare a meno di immedesimarmi e rievocare il mio primo parto, finito con un cesareo a trentasei ore dalla rottura delle acque, dopo una litigata con il primario in sala Travaglio, che, senza nemmeno il camice, dando mi del tu come una bimbetta immatura ed irresponsabile, mi diceva che se non facevo il cesareo a lui non interessava nulla, bastava che firmassi così se il bambino moriva era responsabilità mia, mentre io, distesa, a gambe aperte, con le contrazioni di massima intensità causate dal terzo bolo di ossitocina, cercavo di mantenere un briciolo di dignità ed il controllo della situazione e capire come mai era necessario procedere con il cesareo. Tutto questo al termine di una splendida gravidanza che avevo progettato di chiudere al Margherita, la struttura annessa all’ospedale di Firenze dove non ci sono medici ma solo ostetriche ed il parto viene vissuto in modo non medicalizzato!! Puoi immaginare il mio trauma per come è finita, come dici tu bisogna guarire ed io sono ancora lontana!!! Ora sono alla 37 sett e la mia ginecologa, che si era mostrata disponibile al vbac, ll’altro giorno all’ultimo colloquio mi ha posto condizioni tali ( un centimetro l’ora, tempi rigidissimi, alla prima alterazione del tracciato si va in sala operatoria…) che ho capito che si va verso la scelta di un cesareo “mascherato”, mentre io ho davvero bisogno di provare a fare un parto naturale, per riconciliarmi con me stessa e con la violenza impostati con il primo cesareo. So che è tardi per cercare una struttura pro vbac ma vorrei un consiglio da te, perché non sono riuscita a trovare la pagina Facebook che citi enon so come muoversi, dato anche il pochissimo tempo che mi rimane. Ho visto che sulla Toscana hai citato Siena, Poggibonsi e borgo San Lorenzo, ne hai sentito parlare bene? Ci sono altre strutture che puoi indicar mi? Hai sentito parlare per caso del Versilia o di pontedera? Scusa i se ti utilizzo come informatrice, ma sono veramente precipitata nel panico dopo avet capito di dover riorganizzare tutto il programma solo ora e di avere pochissimo tempo!!! Ti ringrazio fin d’ora per le informazioni che mi potrai fornire e per aver creato un luogo di ascolto e di riconciliazione per noi donne e per i tagli subiti sulla nostra pelle e sulla nostra anima!!!

    • cara giulia, sei ancora in tempo per farcela! conosco di nome poggibonsi e mia cognata ci ha partorito tre volte ed era molto contenta , ho sentito parlare bene di bagno a ripoli credo sia vicino Firenze…per quanto riguarda il vbac. inoltre potresti sentire le colleghe della scuola elementale di arte ostetrica di firenze, hanno un sito. fammi sapere e in bocca al lupo
      ivana

  33. Ciao Ivana,
    complimeti per il sito, vorrei raccontare la mia esperienza.
    Io con il sogno mai realizzaro di diventare ostetrica e con un altro grande sogno di diventare mamma, scopro di essere inaspettamente incinta. La felicita’ e i dubbi e poi il corso preparto! Io che volevo partorire in acqua senza epidurale, che volevo allattare fino all anno del bimbo, mi ritrovo con una ferita nella pancia che non si rimarginera’ mai.
    Dopo 12 ore di travaglio, un dolore che mi faceva tremare e non respirare, l’ostetrica mi dice che sono a dilatazione completa e che se sento il bisogno di spingere di chiamarla. Io ancora adesso non so, non ero lucida, e a un certo punto le ho detto che mi sentivo di singere probabilmente sfinita da quel dolore, ancora adesso non so se avevo davvero quella sensazione; senonche’ mi fa spingere il bimbo e’ alto e fa il giro antiorario cosi’ spingendo lei prova a girarlo ma i battiti del bimbo scendono a 80 e imploro per aspettare ma niente taglio cesareo d urgenza! Ora mi chiedo se esiste una complicazione nel giro antiorario, se i battiti sono a 80 allora e’ rischioso e mi maledico di aver spinto quando magari non era il momento e causandogli una decellerameto dei battiti e mi stramaledico.
    Arrivo in camera il mio pupino prima di me lo avevano gia preso in braccio medici infermieri ostetriche mia madre :( e il mio ragazzo e paralizzata dalla vita in giu me lo danno e’ calmo e bello ma io sono triste ed ecco dopo mezzora l’orario di visite cosi’ tra una cosa e l’altra anche l’allattamento si e’ andato a farsi benedire. Io sognavo la stanzetta post parto dove mettevano le partorienti col bimbo e il marito per avviare l’allattamento ma nulla. Ora il mio amore ha 2 mesi il capezzolo non l ha mai preso solo all inizio col paracapezzolo ma dopo 2 settimane di paracapezzolo e allattamento misto non ne voleva piu sapere. Ogni tanto provo ad attaccarlo e piange come un matto e respinge la mia tetta e io vorrei gridare e piangere! Penso ora a una futura gravidanza sicuramente tenterei il VBAC e allattamento a costo di fare un calo notevole! Ma mi spaventa pensare sempre a una futura gravidanza solo per colmare il vuoto che mi ha lasciato questa esperienza. Sono vicina a tutte le mamme che come me si sentono fallite e poco donne! vi abbraccio

    • cara viola, credo, mi dispiace tanto per la tua avventura…. Sarebbe bello se tu trovassi un gruppo in cui condividere la tua esperienza perché questo potrebbe farti sentire meglio. Se mi dici di dove sei forse posso aiutarti a trovarne uno. a presto ivana

      • grazie Ivana, purtroopo vivo in Spagna a Barcellona. Non so sara’ un po complicato. Ah una cosa ora il mio ragazzo sta impazzendo e vorrebbe gia un altro bimbo ma per tentare un VBAC quanto tempo si dovrebbe aspettare? ho letto 3 anni e’ giusto? un bacione

  34. Ciao Ivana, mi sono imbattuta in questo sito dopo innumerevoli ricerche su Vbac. Ho partorito con TC il mio primo bambino perché podalico. Ero entrata in travaglio e nessuno, a 39 sett, si è voluto assumere l’onere di farmi partorire naturalmente…. Se solo sapessi quale profondo senso di incapacità mi accompagna… non mi sento adeguata a partorire….anche se è la cosa più naturale del mondo…non ne sono stata capace…..e questa tristezza e senso di inadeguatezza mi accompagnano dalla nascita del mio bimbo che ha attualmente 9 mesi…. con mio marito stiamo pensando di allargare la famiglia…..siamo quasi 40enni, ma la mia frustrazione nell’eventualità, concreta, di un nuovo cesareo…una nuova violenza psicologica, ci frenano dall’emozione del creare una nuova vita…..Sapresti indicarmi qualche struttura in campania, preferibilmente nel casertano o salernitano, che praticano il Vbac? Sapresti dirmi se a Mercogliano, Clinic Malzoni, lo praticano? GRAZIE . Stefania

    • ciao Stefania,
      in Campania puoi provare all’ospedale di Castellammare di stabia mi risulta che lì assistano dopo un cesareo. per quanto riguarda la clinica di cui mi parli non ho notizie ma puoi certamente indagare. in bocca al lupo e fammi sapere!

  35. Ciao Ivana,sono in attesa del secondo bimbo (dpp prevista 6 gennaio 2013). La prima gravidanza è andata benissimo, senza intoppi e serenamente, solo si è conclusa con un cesareo perché il bimbo era podalico. Ora vorrei provare un Vbac. Ho letto del Cristo Re, ma mi piacerebbe tornare al Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina dove ho partorito perché comunque mi sono trovata bene ed è un posto per me conosciuto. Ma non sono riuscita ancora a reperire informazioni sulla filosofia dell’ospedale sul vbac. Mi pare che tu abbia segnalato Fusco del FBF. Ma mi chiedo una cosa: se al momento del parto lui non dovesse essere al pronto soccorso, ma ci dovesse essere un altro ginecologo? Grazie mille per l’attenzione.

    • dpp 6 gennaio 2014! :-)

    • ciao in effetti la fbf non hanno che io sappia un protocollo condiviso sul VBAC per cui potresti trovarti in difficoltà se trovi un ginecologo contrario… se non firmi il consenso però il TC non te lo possono fare possono solo tentare di convincerti magari spaventandoti…fammi sapere

      • Ciao Ivana, volevo solo dirti che ho trovato un ginecologo al fbf che mi sta appoggiando per il vbac. Ho firmato anche il consenso informato. L’unica “clausola” è che, se non accade niente prima,non potendo indurre il parto, alla 41 settimana dovrò ricorrere al cesareo. Ma sono fiduciosa…Incrociamo le dita!

        • ciao, bene sono contenta per te…sappi che comunque nessuno può costringerti ad accettare il tc a 41 se non succede niente puoi sempre scegliere di aspettare se te la senti e se senti che è la scelta giusta per voi due :-)

  36. Complimenti per questo sito fantastico! Tutte queste info e testimonianze fanno veramente del bene all’anima..io ti ho mandato una mail,sono a Roma e dopo aver fatto un TC nel giugno 2011 che mi ha portato via il sogno di una vita e dato tante difficolta nel godermi i primi giorni di mia figlia,vorrei fare un Vbac per il mio secondo parto previsto il 10 febbraio..sono molto in ansia perché già mi prendevano per matta quando volevo partorire in casa la prima volta(oddio gli ospedali e cliniche pieni di protocolli e poco rispettuosi della natura..)ora un parto spontaneo anche se in una struttura non lo capisce nessuno! Infatti cerco una struttura che mi permetta anche un Travaglio sereno e libero,e un ginecologo e un ostetrica privata che mi possano accompagnare..mi puoi aiutare?grazie ancora.

    • grazie! la struttura che in questo momento a Roma garantisce di più il >VBAC è il cristo re… per quanto riguarda l’ostetrica se vuoi possiamo vederci una volta gratuitamente da me a ostia antica e ti posso fare una panoramica delle varie possibilità…

      • ciao ivana, ti ho già contattato via e-mail e sicuramente non mancherò il 18 all’evento da te proposto…ti scrivo qui x raccontarti la mia esperienza e x sapere se eventualmente puoi seguirmi x il VBAC e in quale struttura…la mia prima gravidanza risale al 2010 con termine giugno 2011, solo il giorno della morfologica (effettuata al fatebenefratelli di Roma) vengo a sapere che aspetto una femminuccia, Agata così avevamo scelto di chiamarla, e sempre quel giorno veniamo a sapere che la nostra piccoletta ha una grave malformazione cardiaca…presi dal panico contattiamo subito la mia ginecologa che essendo obiettrice decide di abbandonarci così su 2 piedi…dopo giorni di accertamenti e di grande confusione decidiamo x l’interruzione, avvenuta fuori Italia e durata ben 24 ore di travaglio…così ce ne torniamo in Italia con il nostro immenso senso di vuoto…inizialmente non volevo un’altra gravidanza ma poi non riuscendo a farmene una ragione x quello che era successo e non riuscendo a colmare quel senso di vuoto che tutt’ora mi segue, decidiamo di riprovarci…così a luglio 2011 scopro di aspettare un’altro bambino…puoi immaginare come ho vissuto con terrore tutta la gravidanza e soprattutto il giorno della morfologica fatta da Rizzo (non so se lo conosci lavora anche al fatebenefratelli di Roma) dove fortunatamente ci dice che è tutto ok e che aspettiamo un bel maschietto…decisi di volere un parto al 100% naturale senza epidurale e senza induzioni, sapevo dentro di me che solo così mi sarei in parte ripresa da quel travaglio che non mi aveva dato nulla ma solo dolore…purtoppo dopo 12 ore di travaglio e 8,5 cm. di dilatazione, causa distocia e sofferenza fetale , decidono al Pertini di farmi un cesareo d’urgenza…certo ho potuto abbracciare il mio piccolo mattia, ma il senso che mi hanno di nuovo strappato il mio bambino me lo porto ancora oggi dentro…è proprio x questo motivo che oggi, con la mia nuova gravidanza, data presunta parto 02/02/2015, voglio provare x la mia bambina una VBAC…è un riscatto che mi devo prendere, so che è difficile qui a Roma ma fortunatamente sono venuta a conoscenza della tua associazione e spero che tu mi possa aiutare…la mia ginecologa, ovviamente non obiettrice, Silvana Agatone mi appoggia totalmente, anche se al Pertini dove lavore non prtaticano VBAC, quindi mi ha consigliato di rivolgermi con l’aiuto di Rizzo al fatebenefratelli, di cui non ho un buon ricordo…grazie x lo sfogo e spero di poter parlare di persona molto presto…ciao francesca…

        • grazie francesca della tua testimonianza, a presto allora

  37. Buongiorno e grazie per queste bellissime parole e testimonianze.
    Ho partorito con TC poco più di 1 anno fa, il 1 agosto del 2012, per cistite emorragica con concomitante “leggera tachicardia” (in 3 tracciati consecutivi effettuati nella stessa giornata) della piccola, che aveva solo 34 settimane.
    Ora sono alla fine di una seconda gravidanza e domani compio 40 settimane.
    Nel tentativo di evitare un nuovo TC – che ho vissuto come una inutile e grande violenza, poiché si è in seguito dimostrato che la mia bimba stava benissimo e non c’era nessuna reale sofferenza fetale –
    ho contattato una brava ostetrica che mi ha fatto un corso pre-parto e regolari visite. Ora sembrano esserci tutti i presupposti per un parto fisiologico..
    Vorrei chiederle se secondo lei, a 13 mesi di distanza dallo scorso primo cesareo, tentar l’impresa di un parto naturale è rischioso o sensato.

    Grazie davvero per la sua testimonianza e per la sincerità con la quale vorrà rispondermi.

    • grazie margherita! diamoci del tu ok? non credo affatto che sia rischioso di per sé, soprattutto se sei stata ben seguita come mi dici… ti faccio tanti auguri!

  38. ho avuto una gravidanza bellissima e senza problemi, passata sognando ed immaginando il mio parto naturale, con mio marito accanto, l’emozione di far nascere mio figlio e di averlo sulla pancia appena nato. a 34 settimane i valori delle transaminasi cominciano ad alzarsi, nessuna terapia sembra funzionare. a 37 settimane, con i valori che aumentano e la pressione alta il mio ginecologo decide di ricoverarmi, diagnosi: epatosi gravidica e preeclampsia. il primo giorno di ricovero un ginecologo vorrebbe farmi il cesareo, il mio gine è fortunatamente contrario perchè non vede controindicazioni ad parto naturale e si augura che il travaglio parta spontaneamente, ma è tutto chiuso e la testa del bimbo è alta. a 38 settimane vista la situazione decide di indurmi il parto ma il primario lo ferma ritenendo che sia presto. dopo due giorni mi manda a casa sostenendo che è tutto sotto controllo. cinque giorni dopo la sera ho la frequenza cardiaca a 45, mia sorella (medico) mi dice di andare in ps, mi ricoverano perchè la pressione comincia a salire, di turno c’è il ginecologo che voleva farmi il cesareo la prima volta. mi fanno un’ora di tracciato e continuano a misurare la pressione, ad un certo punto mi dice che deve intervenire perchè il bimbo è in sofferenza e rischio un distacco di placenta. il sogno di un parto naturale svanisce e mi ritrovo in sala operatoria a subire un cesareo terribile in cui mi sono sentita letteralmente strappare via mio figlio…
    sono passati tre mesi e la ferita, quella del mio animo, è ancora aperta. mi sento come se non avessi partecipato alla nascita di mio figlio, come se non ci fossi stata…
    le persone che ho accanto non capiscono, non capiscono che sentire “non pensarci più, è andato tutto bene” “l’importante è che è passato” mi fa solo stare ancora più male!
    ho ritirato le cartelle cliniche sperando di trovare delle risposte… e invece ho ancora più domande… quel cesareo non sono sicura che fosse così necessario!
    continuo a pensare che se almeno prima avessi provato l’esperienza del travaglio sarebbe stato tutto diverso, perchè almeno in parte avrei saputo cosa si prova a partorire, a far nascere un figlio, invece ora mi ritrovo solo una cicatrice e non riesco ad ascoltare le esperienze di chi ha avuto un parto naturale!

    • ciao mi dispiace per quello che ti è successo…parlarne con qualcuno che capisce potrebbe aiutare se vuoi scrivimi in privato e vediamo se posso aiutare in qualche modo…
      ivana

  39. Ciao a tutte, e grazie per questo bel sito!
    io ho partorito ad aprile 2012 con TC dopo 7 ore perchè, a causa della sinfisi pubica bassa, il mio piccoletto non riusciva ad uscire; ero completamente dilatata, ma dopo 3 ore di dilatazione la gine mi disse che, per protocollo, dovevano farmi il TC. c’è da dire che il bambino dormiva durante il travaglio (ho avuto un parto indotto alla 42) e quindi era poco collaborativo.
    ora aspetto un altro cucciolo per fine gennaio 2014, 21 mesi dopo il TC. secondo te è possibile provare un parto naturale? la mia gine e i medici dell’H mi hanno detto che, se il bambino non sarà troppo grande e io lo voglio, possiamo provarci e vedere come va…al massimo si farà un altro TC. è troppo presto o il tempo trascorso è sufficiente?

    grazie ancora, un abbraccio,
    Beatrice

  40. Buonasera,
    Mi chiamo Francesca ed ho 27 anni. Il 24 ottobre 2013 ho avuto la mia prima bambina, con un cesareo.. Il cesareo è stato fatto poiché ho un piccolissimo angioma ed il ginecologo, nonostante il parere del neurochirurgo, ha preferito non farmi fare un parto naturale.
    Ora aspetto il mio secondo bambino, e la data presunta del parto è l’8 aprile.. Sto girando molti ospedali e sentendo parecchi pareri, ma tutti dicono la stessa cosa: “dopo un cesareo non si può fare un naturale” oppure “non mi prendo la responsabilità”.. Lei conosce un ospedale anche un po distante da Milano a cui potrei affidarmi?
    Il cesareo per me è stato un vero trauma e so che non potrei mai e poi mai perdonarmi di non aver tentato fino in fondo con questo parto.. Continuo a non dormire pensando a questo, ed ogni volta mi viene da piangere perché mi sento come se mi stessero togliendo la possibilità di fare ciò che è nella natura di ogni donna e soprattutto per motivi inesistenti..
    Attendo sue notizie.. Grazie infinite!!!
    Francesca

    • salve francesca le consiglio di sentire al san gerardo di monza e di non perdere la motivazione. Mi faccia sapere e magari diamoci del tu :-)

  41. Salve, a proposito di questo argomento volevo segnalarvi un incontro molto interessante che si terrà il prossimo 21 Aprile, presso The Milk Bar di Roma:

    Parto vaginale dopo un taglio Cesareo (VBAC), cosa devo sapere

    Sapete che dopo un parto cesareo una donna ha tra il 70% e l’ 80% di possibilità di avere un parto vaginale con successo?
    La scelta e’ vostra, ma fatelo con consapevolezza.
    Le domande più’ frequenti sul tema:
    A chi posso rivolgermi per avere informazioni di fiducia?
    Dove potrei andare per avere un parto vaginale?
    Perchè in tanti dicono che è troppo pericoloso?
    Ci sono maggiori controlli da fare?
    Vi invitiamo ad una serata con la ginecologa Anna Paola Cavalieri che risponderà a tutte queste domande ed a qualsiasi altra vi verrà in mente.
    Martedi 21 Aprile dalle 18.30 alle 20.30 a The Milk Bar Roma.
    Prenotazione obbligatoria a: info@themilkbar.it
    €15 per coppia.

    Did you know that after a Cesarean section a woman has a 70%-80% chance of having a successful vaginal delivery? The choice is yours to make, make it informed.

    The most common questions about VBACs are:

    Who can I turn to for trustworthy information?

    Where can I have a VBAC?

    Why do so many people say it is dangerous?

    Are there additional tests I need to do?

    We invite you to join us for a discussion with Gynecologist Anna Paola Cavalieri who will answer these questions as well as any others you may have.

    Tuesday evening April 21st from 6:30P – 8:30P

    €15 per belly/couple.

    Reservations required to info@themilkbar.it

    https://www.facebook.com/events/798635103506806/

  42. Buonasera
    mi chiamo Adriana ho 29 anni e il 22 marzo 2013 ho avuto il mio splendido bimbo. Ho atteso le contrazioni fino alla 42ma settimana poi visto che le contrazioni non arrivavano e il mio piccolo era con il viso rivolto in avanti la mia ginecologa mi disse che avremmo dovuto fare un cesareo. Non l’ho vissuta malissimo anche se per tutta la gravidanza ho sognato il parto naturale e seguito un corso pre parto ma ho sofferto tanto dopo il tc e soprattutto mi è rimasto il rimpianto di non essermi fatta indurre le contrazioni. Insomma io il travaglio non l’ho mai iniziato, mi è stato detto che non potevo attendere oltre e il dubbio che il tc poteva essere evitato mi è rimasto. Ora sono alla 31.ma settimana della mia seconda gravidanza dpp 11 giugno e la mia ginecologa non vuole assolutamente prendere in considerazione il vbac perché il mio primo bimbo è nato 3750 kg e dice che anche il secondo è 1 settimana più grande e nascerà con un peso superiore al primo. Io non so che fare desidero tanto partorire naturalmente ma non ho appoggio di famiglia e ginecologa, i miei genitori e mio marito hanno paura che possa avere una rottura dell’utero e mettere in pericolo la mia vita e quella del mio bimbo. In campania quale ospedale pratica il vbac? Pensa che a soli 2 mesi dalla dpp possa trovare chi mi segue in un vbac? La ringrazio dello splendido sito.

    • Cara Adriana, il VBAC attualmente è consigliato da tutti i più autorevoli organismi internazionali e dalle linne guida dell’Istituto superiore di sanità italiano. Le motivazioni che sono state addotte per dirti di no sono assolutamente futili :-)
      sicuramente avrai bisogno di un sostegno alla scelta, in Campania c’è il dottor vigorito che sostiene i VBAC e anche l’ostetrica Wanda Covre prova a sentirli e fammi sapere!

  43. Salve,facendo diverse ricerche sul web, ho trovato questa pagina che mi ha commosso molto, perchè mi ha ricordato la mia esperienza di parto con tc di urgenza.
    Purtroppo sono convinta che non era necessario fare un tc, se non mi avessero soministrato ossitocina dopo 14 ore di travaglio. Avevo rotto le acque, ma erano chiare e dalla visita al ps tutto era ok. Una volta arrivata in sala travaglio mi dicono che devo stare sul letto e mi attaccano il monitoraggio, e io penso “ma se rimango qui attaccata, come posso fare un travaglio attivo?”. Passa la notte e il mattino e niente, le contrazioni erano regolari ogni 10 minuti, ma erano ancora sopportabili e la mia dilatazione non progrediva. Dopo 12 ore mi danno l’antibiotico e mi prospettano l’ossitocina come una cosa essenziale e non mi spiegano altro. Dopo pochissimo tempo incomincio ad avere violenti contrazioni una dietro l’altra, senza riuscire a controllare il respiro, perchè mi avevano detto di stare straiata, chiedo quindi l’epidurale, anche se avrei voluto evitare, ma davvero non ce la facevo. dopo un paio d’ore, mi visitano e dopo qualche istante mi sento rimproverare perchè il battito del cuoricino della mia piccola si stava appassando, come se fossi stata io a farle del male….incomincia a prendermi il panico e respiro profondamente nella mascherina d’ossigeno. Poco dopo mi dicono che è indispensabile il cesario. Ovviamente in quel momento hai poco da ribellarti, non sai se è veramente così necessario, quindi dritta in sala operatoria, tra le lacrime. Solo l’anestesista mi ha consolato e mia ha rassicurato che sarebbe andato tutto bene.
    La mia bambina è nata in perfetta salute, ma io ero a pezzi, non me l’hanno fatta nemmeno vedere, addirittura ho potuto attaccarla al seno la mattina dopo , senza sapere se le avevano dato qualcosa…
    Non mi sono sentita per niente tutelata ne come persona, ne come madre, mi sentivo come una barca in balia della tempesta, senza sapere dove mi avrebbe portato e la tempesta mi ha allontanato dalla mia ancora che . Le mie certezze, le mie convinzioni sono state stracciate calpestate, senza che potessi fare niente.
    Ora però vorrei dare un fratellino o sorellina alla mia piccola, ma l’idea che mi possano fare la stessa cosa del primo parto, mi fa entrare in un senso di angoscia. Vorrei fare un vbac, ma non so se a Roma ci sono ospedali veramente propensi a questa pratica. Grazie a chi mi risponderà.

    • Cara Elsa, grazie di aver scritto, su Roma puoi senz’altro avere il tuo VBAC,ora ci sono vari ospedali che hanno un protocollo e si sta finalmente sdoganando l’idea che il VBAC sia pericoloso. Se vuoi possiamo farci una chiaccherata senza impegno da me a studio. Contattami in privato ok?

  44. Cara Ivana,
    ho saputo da poche settimane di essere nuovamente incinta, poco meno di 11 mesi dopo la nascita del mio primo bimbo. Non posso nascondere che la gioia della nuova gravidanza si mescola alla paura del futuro parto, che vorrei più di ogni altra cosa al mondo che fosse un vbac, ma che al momento mi sembra un traguardo non alla mia altezza né alla mia portata.
    Anch’io avrei voluto partorire a casa, ma in séguito alla manovra di rivolgimento (il bimbo era ancora podalico alla 37esima settimana), la ginecologa non mi ha più dato il suo benestare per il parto a domicilio (non ho mai capito per quali ragioni, invero). Ho però avuto la possibilità di svolgere parte del travaglio a casa, e di essere seguita per tutto il tempo del “parto” dalla mia ostetrica: la mia madrina e colei che mi aveva fatto nascere, a casa, 28 anni fa. Il personale è stato gentilissimo e mai intrusivo o insistente: sono rimasta sempre in sala parto da sola, unicamente col mio compagno e con la “mia” levatrice, a cui si aggiungeva, raramente, la levatrice di turno dell’ospedale. Nessun medico si è fatto vedere, fino a quando il cesareo non è stato “nell’aria”. Cos’è dunque andato storto? Tutti mi dicono che non è stata colpa mia, che ho fatto tutto il possibile, ma a me pare che la responsabilità sia stata mia e soltanto mia. Dopo 15 ore è stato dichiarato l”arresto del travaglio”, perché, arrivata a 8 cm di dilatazione, la situazione è rimasta ferma per 6 ore. Avevamo provato di tutto, qualsiasi posizione/aggeggio/seggiola: nulla. La testa del mio piccolo non è mai scesa. Non mi sono sentita violentata, ma inadeguata e incapace di fare quella cosa che per natura tutte le donne dovrebbero saper fare, come dici tu. Sono stata io a bloccare il mio bimbo? Avrei voluto rifarmi con l’allattamento, ma anche quello è stato un tasto dolente, “bloccato”: avevo il seno sempre ingorgato e ho fatto due ascessi. Ho così dovuto completare con il latte artificiale. Non è passato molto tempo, ma in questi mesi sono giunta alla conclusione (e spero di sbagliarmi) che alla base di tutto ci sia stato un blocco psicologico mio… Adesso sono un po’ in crisi, perché ho questa consapevolezza, ma non so come porvi rimedio. La ginecologa, poi, mi aveva detto di non cercare un bambino prima che fossero trascorsi 12 mesi dal TC.
    Non ho voglia di avere a che fare con medici che mi fanno la ramanzina e credo che fisserò la prima visita al termine del primo trimestre. Nel frattempo, però, mi sembra che per essere pronta per un VBAC in questi 8 mesi che mi rimangono devo percorrere tantissima strada (su me stessa, si intende, per “perdonarmi”, come dicevi tu): come fare? da dove cominciare? Ce la farò?

    • Ciao! Scusa ma vedo il tuo commento solo ora! Grazie della tua testimonianza, mi piacerebbe poterti essere utile in qualche modo. Vuoi scrivermi in privato per vederci se sei a Roma o non troppo lontana? Offro a tutte un colloquio gratuito per farsi una chiacchierata. A presso spero.

  45. Gentile Ivana,
    Sono alla 34esima settimana della mia seconda gravidanza, dopo un tc avvenuto quattro anni fa per “tracciato non rassicurante” (cosa voleva dire? Non lo saprò mai, la bambina é poi nata con apgar 10). L’ospedale (in provincia di Cuneo) così come il mio ginecologo sono favorevoli al vbac, e sono disposti in realtà a trattarmi come una normale partoriente (cesareo solo a 41+6, nessun monitoraggio costante…). Sono sempre stata fortemente motivata, ho letto con entusiasmo il tuo libro e altri testi (molto bello anche “cesareo, solo se indispensabile sempre con rispetto). Conosco gli studi e le statistiche. Ho frequentato forum e gruppi facebook pro vbac.
    Però.
    Però ho avuto una gravidanza difficile, con contrazioni dolorose e ricoveri già a partire dal quinto mese, perdite e dolori non spiegabili.
    Però quando ho chiesto al ginecologo se era possibile un vbac e lui mi ha detto “dipende da lei. Cosa vuole?” io sono stata male. Perché non voglio scegliere io. Voglio essere una donna normale che non può scegliere il cesareo. Voglio che il peso non sia solo mio.
    Continuo a pensare “se capita qualcosa sarà solo colpa mia”. Come potrei vivere? Ho pensato, e mi hanno detto, tante volte in questa gravidanza che c’erano rischi di perdere il bambino, di farlo nascere troppo presto…e ora mi sembra un miracolo già solo essere arrivata qua. E se il vbac fosse un mio capriccio, e rovinassi ogni cosa?
    Sono fisicamente e moralmente stanca, e non so più cosa sia giusto e cosa no. Cosa mi sta succedendo? Cosa devo fare?

    • ciao Joanna, difficile consigliare da lontano, quello che posso dirti è che il VBAC non è un capriccio mai! Anche io penso che non dovremmo trattare il VBAC in modo diverso da un parto qualunque … la stanchezza e i pareri contrastanti possono rendere difficile la “scelta”. ascoltati il più possibile, ascolta il tuo bambino, se riesci prenditi un momento di riflessione e di ascolto per capire come vuoi continuare. Avere l’appoggio dei sanitari è una fortuna, qui a Roma spesso bisogna combattere per un VBAC ancora. Datti questa possibilità e facci sapere. In bocca alla lupa!

      • Quello che mi tormenta é il dato statistico secondo cui la mortalità neonatale é lievemente più alta in un travaglio di prova rispetto ad un cesareo elettivo.
        Penso: sto facendo questo per lei. Ma se lei rischia di più, dov’è il senso? Se con il cesareo i danni fisici e psicologici per me sono maggiori, ma per lei é più sicuro, perché rifiutare? Non é egoismo il mio? Tu come hai convissuto con quel dato?
        Avrei voluto, é fa davvero ridere dopo quattro anni passati a sperare in un vbac, che fosse stata podalica, che non dovessi scegliere. Prima di leggere quel dato nel suo libro ero cosi sicura…ora non sono più sicura di niente. Joanne

        • ciao Joanna, lo so è difficile quando si fa leva sul benessere del bambino, io ho riportato quei dati per correttezza ma nutro anche io dei dubbi, in realtà va letta come una mortalità neonatale uguale a quelle delle donne al primo parto e comunque tutte le agenzie internazionali concordano nel dire che non è un buon motivo per consigliare di ripetere il cesareo. secondo la maggior parte degli studi è viziata dal fatto di essere condotti in luoghi medici dove spesso non si rispettano i tempi della fisiologia e questo potrebbe aver falsato i dati. il VBAC può essere un parto totalmente fisiologico se se ne dà la possibilità a madre e figlio.

          • Volevo solo informarla che ho avuto il mio naturalissimo vbac. Ed é stato magnifico. Joanne

          • Fantastico grazie della notizia! Se vuoi aspettiamo il tuo racconto e diamoci del tu ok? un abbraccio Ivana

  46. Ciao Ivana…io ho avuto un cesareo il15/08/14 non accettato purtroppo!
    Ora sono di nuovo incinta, precisamente alla 33+2, è ho deciso di avere il mio VBAC affidandomi alla mia ostetrica Rosaria Santoro…partorendo così, nella mura di casa non avendo affidamento negli ospedali qui in Puglia! Sono un po’ agitata, perché non ho l’appoggio di nessuno, ma io non voglio subire un altro intervento chirurgico e privarmi di nuovo all’emozione che “una donna da alla vita la sua creatura “e quindi mi faccio forte! Vorrei avere un suo consiglio per tranquillizzarmi di più! Grazie

    • Ciao Katia, credo che tu stia facendo un bellissimo percorso che se ti ascolti bene e se sarai ascoltata, cosa di cui sono certa, andrà al meglio.
      fammi sapere!

  47. Ciao Ivana…. Hai colto nel segno…. E nel cuore, sia con la tua testimonianza che con le testimonianze di tutte le altre meravigliose mamme.
    Io sono alla mia seconda gravidanza, la prima finita in un cesareo a 41+4…..
    Adesso vorrei con tutto il cuore e l’anima provare un VBAC…… VISTO CHE IL CESAREO….. MI È STATO FATTO PERCHÉ NON VOLEVANO/POTEVANO ASPETTARE….
    Io abito nella provincia di Arezzo…. Tra Arezzo e Firenze…. Tu sai se ci sono strutture dove sono pro VBAC….. UN ABBRACCIO FORTE FORTE ELENA

    • Ciao veramente in quella zona non saprei ma a Spoleto c’e’ il dott. Damiani che lo sostiene molto

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