Libro – La raccoglitrice di bambini

Libro – La raccoglitrice di bambini

Questo libro parla con la voce di donne vissute in tempi lontani tra loro, ma accomunate dal fatto di essere commari, levatrici, ostetriche, raccoglitrici di bambini appunto. Si tratta di personaggi di fantasia, le cui parole testimoniano di situazioni realistiche basate sulla mia esperienza di ostetrica e su fonti storiche. La nascita è solo un aspetto della vita, ma la permea anche se non vissuta in prima persona poichè siamo comunque tutti nati…

 

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2 Comments

  1. “Una mammana,come chi fa da madre alle madri.una comare,come chi sta con la madre. una levatrice, come chi allieva le pene delle donne al parto……ma preferisco pensare a me come ad una raccoglitrice di bambini. Non sono io che li levo alle donne sono loro che li danno alla luce tra le mie mani.”
    La scrittrice ed ostetrica Ivana Arena attraverso storie di donne, vissute in epoche diverse, ma unite dalla stessa “passione romantica”, l’essere levatrici,mammane,comari,ostetriche, da origine ad un racconto dotato di particolare e sottile fascino e misteriose suggestioni, arricchite dallo storico scenario paesaggistico che dona un aura di sacralità e cattura in sé lo straordinario evento della nascita umana.
    Le storie di Laura,Silvana,Serafina,Elisa,Maria, consentono al lettore di immergersi con la mente e con il cuore in un tempo lontano in cui le raccoglitrici di bambini erano donne formate dall’esperienza e fiduciose nella natura,in grado di affidarsi solo alle loro mani calde e piene di energia, solo ai loro occhi attenti e segnati dal continuo rinnovarsi della vita,donne amate e rispettate dalla società,ma soprattutto consapevoli dell’istinto e delle potenzialità femminili nel mettere al mondo la vita.
    Il filo conduttore nella vita di queste donne è la storia di un medaglione , con incisa la figura di giunone nella sua veste di protettrice delle partorienti, ed una frase “protege vitam” ,tramandato di mano in mano,di secolo in secolo,di donna in donna,di levatrice in levatrice.
    Un libro in grado di far riscoprire le vere origini dell’essere un ostetrica,uno spunto di riflessione tra una realtà passata ed una realtà presente ,per poter avere il coraggio di mettere in discussione quello che si è fatto fin’ora, scegliere di essere diversa dal contesto che ci circonda,scegliere di essere soltanto una “raccoglitrice di bambini”

  2. Riporto qui dei commenti al libro da http://www.ilmiolibro.it

    Il racconto iniziale, che introduce alla lettura di questo racconto è la cosa più bella, commovente, emozionante, coinvolgente che mi sia mai capitato di leggere. Una donna, di diecimila anni fa, spiega la sua passione, il suo lavoro, se così si può dire, ma è soprattutto una missione. Questa donna, credo sia proprio frutto della fantasia dell’autrice, spiega che aiuta le mamme a partorire e lo fa da molto tempo. Ha visto bambini nascere normalmente, li ha visti nascere al contrario, si presentavano cioè, con i piedi e mi piace che questa donna commenta: “come se volessero già camminare, con la testa fra le nuvole.” STUPENDA. Mi è spiaciuto leggere che gli uomini, quando si sono resi conto che i bambini erano nati dopo l’unione con una donna, abbiano detto: “Questo figlio è mio” soprattutto per i figli maschi, per istruirli alla violenza. In alcune parti del mondo, però, succede ancora così. Le figlie femmine contano ancora troppo poco. Eppure tutti, anche i maschi, sono nati da una donna. Mah! Dopo di che, inizia il romanzo, che descrive una ragazza che sta studiando per diventare ostetrica. L’inizio della storia è ben narrata e la storia è intrigante, con questa specie d’introspezione della ragazza che si domanda cosa l’abbia spinta a fare una scelta del genere. Bello questo racconto, ma sono arrivata ad un punto del racconto che mi ha incuriosita e desidero riportare le mie primissime impressioni, prima che svaniscano. Questa ragazza, la protagonista del racconto, dice di essere al primo anno del corso per diventare ostetrica e che è molto curiosa, vuole sapere tutto, della sala parto, di cosa si deve fare per far nascere i bambini e via dicendo. Su questo, direi che la passione c’è, altrimenti non farebbe tutte queste domande che, tra l’altro danno noia sia alle future colleghe, che ai professori che sono lì per insegnare. Visto che non ottiene soddisfazione alle sue domande, decide di chiedere alle ragazze che frequentano il terzo anno del corso, ma, mentre chiede, le viene in mente una cosa. Lei si augura che, al momento di fare tirocinio in sala parto, il vedere nascere un bambino, non le provochi uno svenimento come quando deve curare una ferita infetta. Beh, questa frase, mi sembra un po’ strana. Se le da fastidio la vista del sangue, in sala parto, tra neo mamme che urlano, poi nasce il bambino con espulsione del liquido amniotico, l’espulsione della placenta, qualche mamma che nel partorire si lacera e servono i punti, dico, per un’ostetrica, non dev’essere proprio una passeggiata. Tuttavia il racconto si fa via via sempre più interessante. Sarà che a me, personalmente piace l’ambiente ospedaliero, che avrei voluto fare l’infermiera, ma la vita ha deciso, nei miei confronti in altro modo e che sto facendo da infermiera gratuitamente a mio figlio disabile, ma questo romanzo mi appassiona molto. Intanto è ben narrato, coinvolgente al punto giusto da attirare l’attenzione dei lettori e questa ragazza, così simpatica, fanno di questo racconto, una storia appassionante da leggere fino in fondo. La mia recensione termina qui. Il mio compito è quello di segnalare un autore e la sua opera letteraria all’attenzione dei lettori. Questo romanzo è talmente bello già dall’inizio, che merita di essere letto fino in fondo. Nel complimentarmi con l’autrice, per aver scritto una storia che parla di nascite, la ringrazio per avermi tenuto una piacevole compagnia, almeno per il tempo che ho dedicato alla lettura. Complimenti vivissimi.
    di Maria Teresa
    Sono un’ostetrica ma questo libro è per tutti, perché ti porta a capire una realtà che molti ignorano, ossia, cosa ci sia dietro una nascita. Tra escursus storici delle levatrici di un tempo, alla storia molto realistica della protagonista, ci si trova immersi nella lettura così scorrevole dal dispiacersi di arrivare alla fine del libro.
    Paola Clemente
    Di certo non sono un critico letterario, ma mi piace leggere ed esplorare mondi nuovi, anche tramite la lettura, e questo è esattamente quello che fà questo libro; ancor più se sei un uomo. Lo sciogliersi lungo il corso della Storia umana, con il ritorno, capitolo dopo capitolo alla realtà contemporanea, permette di “sentire”, non solo, “comprendere” quello che è oggi ed è stato da sempre il “travaglio” delle Donne, come “creatrici” di Vita e come “Raccoglitrici” di nuove Vite. il fluire della scrittura permette di immedesimarsi anche ad un uomo “digiuno” delle specifiche dell’argomento e dei periodi storici in cui esse si realizzano. Si legge tutto d’un fiato e ad ogni passo si diventa più vicini al mondo della “Maternità” in tutti suoi aspetti, aspetti che un uomo, in quanto tale e per innata “de-formazione” socio culturale difficilmente conosce e ha spesso uno stupido pudore a chiedere, ma che invece sono FONDAMENTALI se, veramente, vogliamo comprendere “l\’Altra Metà del Mondo
    Simone Ruggeri

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