Chi ha paura della doula?

Un tentativo di fare chiarezza sulla questione

 

 

La doula … che parola strana, che cos’è?

Un frutto esotico?

Un animale raro?

In realtà è una donna come le altre  che spesso ha già vissuto la maternità e che si forma per poter dare sostegno alle altre donne in questo contesto appunto. Il nome trae origine dalla parola greca schiava ed è stato scelto, immagino, proprio per  significare l’estrema disponibilità di ascolto e sostegno che questa figura professionale vuole offrire alle donne.

Da wikipedia : La doula è una figura assistenziale non medica e non sanitaria che si occupa del supporto alla donna durante tutto il percorso perinatale, dalla gravidanza al post-partum. È una donna che, forte della sua esperienza personale e della sua preparazione, offre un sostegno su misura, intimo e confidenziale, nel pieno rispetto delle scelte delle persone che si rivolgono a lei.

L’antropologa Dana Raphael usò per prima questo termine, per riferirsi a madri già con prole a carico, che assistevano le neo-madri nell’allattamento e nelle prime cure al neonato, nelle Filippine.

Così il termine sorse inizialmente in riferimento al contesto del postpartum. I ricercatori medici Marshall Klaus e John Kennell, che condussero la prima di molte prove cliniche randomizzate sulle conseguenze mediche di quando la doula assisteva i parti, adottarono il termine “doula” per identificare quella figura che sosteneva la madre durante il travaglio così come nel postpartum.  

Sì,  una figura professionale nel secolo XXI,  quando essere doula non è più un destino ma una scelta.

E l’ostetrica che cos’è?

Un’ostrica venuta male?

Una specie in via di estinzione, come molti forse auspicherebbero?

In realtà è una donna, o un uomo, che sceglie di diventare la specialista della salute della donna nel suo percorso riproduttivo, colei che le stà davanti (ostetrica in italiano viene dalla parola latina ob-stare) non per controllarla, se ha ben compreso il suo ruolo, ma per aumentare e sostenere il suo potenziale di salute, per accompagnarla  nel suo percorso, per offrirle delle scelte, per proteggerla quando necessario.

Da wikipedia: L’ostetrica/o è un/una professionista che, in possesso del diploma universitario abilitante o della laurea e dell’iscrizione all’albo professionale, assiste e consiglia la donna nel periodo della gravidanza, durante il parto e nel puerperio, conduce e porta a termine parti eutocici con propria responsabilità e presta assistenza al neonato. In Italia tale figura appartiene alla categoria del professioni sanitarie.

L’ostetrica non ha come ambiente di lavoro solo la sala parto (nel caso lavori in clinica) ma anche la casa delle donne che assiste (nel parto in casa o nel controllo del puerperio e dell’allattamento). Opera nei consultori pubblici e privati, dove oltre a essere un costante punto di riferimento per le donne, gravide e non, esegue pap test, tamponi, visite in gravidanza, pesate di bambini anche fino ai due anni, corsi di accompagnamento alla nascita, sostegno all’allattamento e la riabilitazione del pavimento pelvico. Il punto forte dell’ostetrica/o è, oltre alla sua formazione tecnica (saper fare), la sua capacità empatica e comunicativa (saper essere) necessaria per seguire la donna in momenti “difficili” quali possono essere l’affrontare un travaglio o semplicemente accettare una menopausa.

Che bello che le donne possano avere vicino se lo vogliono due figure così importanti  e rassicuranti!

Eppure  da un punto di vista istituzionale queste due figure non riescono ad entrare in contatto e a coordinarsi nel compito immane di offrire alle donne del XXI° secolo  tutto il sostegno di cui, nella caotica vita che ora facciamo, potrebbero avere bisogno.

Purtroppo ad impedire che ciò accada ci hanno pensato gli organi direttivi delle ostetriche emanando editti  e strali contro le ostetriche ree di aver avuto relazioni con le nemiche, cioè le doule.

Doule che sono state addirittura tacciate di abuso di professione perchè invaderebbero gli spazi lavorativi delle ostetriche.

Sarebbe come dire che i ginecologi compiono abuso di professione perché si occupano di, e spesso si arrogano il diritto di, seguire le donne con gravidanza fisiologica, compito affidato alle ostetriche,  come ampiamente succede oggi in  Italia…

Il paradosso mi sembra evidente …  perché la nostra federazione non se la prende con la categoria dei medici che (per come è la situazione attuale e volendo far di tutta l’erba un fascio) compete con le ostetriche e di fatto le limita  nell’essere autonome nel loro mestiere di assistenza per le donne?

Ovviamente perché sarebbe assurdo, perché non si può generalizzare, e se pure i medici sono potenzialmente una minaccia al lavoro delle ostetriche e di fatto si deve alla loro categoria, storicamente parlando, la depauperazione del mestiere delle ostetriche e la loro perdita di autonomia, di fatto sono, o dovrebbero essere, i nostri preziosissimi alleati qualora vi sia necessità  di un intervento nella patologia.

In un contesto sociale così alterato rispetto a quello innato per l’essere umano quanto è quello del XXI secolo  D.C., in cui le donne sono asfissiate da consigli e prescrizioni durante la gravidanza e poi letteralmente abbandonate dopo due giorni dal parto, se non subito dopo, con il loro fagotto, per carità non in braccio ma nella sua nuova e scintillante carrozzina, dove i padri si trovano a dover essere spettatori di abusi durante il parto, con un senso di alienazione che magari non riescono neanche a spiegarsi,  per poi trovarsi a dover gestire il lavoro, la solitudine e il vissuto della compagna e magari anche i lavori domestici e gli altri figli, c’è bisogno di prendersi cura, di offrire cura e attenzione.

Questo, noi, ostetriche e doule, possiamo e dobbiamo fare insieme.

Allora veramente le ostetriche sono per la società  tutta la preziosa opportunità di avere al suo interno donne (e bambini … i futuri adulti)  più sane  e soddisfatte, come ampiamente riportato da numerosi studi sulla qualità dell’assistenza.  Sono l’opportunità di aumentare il potenziale di ogni donna per una gravidanza sana e un parto bello, per l’attaccamento con il bambino e un allattamento efficace e soddisfacente, per la sua salute riproduttiva, per la serenità in menopausa e non. Sono l’opportunità per “fare” salute e mantenere salute.

Le doule sono l’opportunità per le donne di avere sempre accanto qualcuna che le sosterrà a pieno nelle loro scelte, di avere accanto una figura esperta nell’accompagnamento durante il parto in ospedale, quando magari  la povera ostetrica di turno si trova a dover gestire più travagli in contemporanea perché la regione non assume più, o durante la spesso solitaria esperienza di un aborto volontario o di una perdita. Sono l’opportunità per ricordare al mondo che l’ostetrica è una figura sanitaria e non quella che cambia la carta del lettino del ginecologo in pronto soccorso o in consultorio, sono l’opportunità per le donne di non trovarsi da sole quando vengono sbattute a casa senza,  cito una puerpera, “le istruzioni per l’uso”.

Certo le ostetriche possono essere anche doule, e non il contrario, ma il loro ruolo sanitario non prevede, giustamente, l’aiutare nelle faccende domestiche, nella gestione degli altri figli, nel sostegno emotivo prolungato, ma semmai il sostenere la salute della donna, e del nuovo nato,  in tutti i suoi aspetti compresi ovviamente anche quelli emotivi che troppo spesso nelle nostre scuole di formazione fanno la parte della Cenerentola.

Le ostetriche e le doule insieme possono essere l’opportunità per le donne di non essere più sole e di essere accudite con amore dalla comunità come è nel nostro dna. Sono l’opportunità che dovrebbe essere offerta attivamente dal sistema sanitario e non solo a chi può pagare.

Quando abbiamo tutte chiaro le differenze e i punti in comune delle due professionalità il problema della convivenza tra professioni non si pone, come del resto avverrebbe in altri contesti se fosse chiaro a tutti qual è il vero ruolo dell’ostetrica e quale quello del medico nel percorso nascita.

Quindi chi ha paura della doula e perchè?

Invece di temere l’offerta professionale, la concorrenza (in che cosa non riesco a vedere se si ha ben chiaro chi si occupa di cosa) delle doule, perché come ostetriche non focalizziamo e investiamo energie su come veramente poter essere libere  di fare il nostro lavoro a pieno?

Ci lamentiamo che le giovani ostetriche non trovano lavoro, ma non stiamo facendo nulla per offire loro una formazione che consenta loro di essere autonome e vicine alle donne con competenza,  nel loro percorso post universitario e lavorativo, si spera.

Nel mondo delle ostetriche ancora regnano il giudizio e i protocolli quando forse dovremmo cominciare ad adottare un nostro linguaggio che sia quello del benessere e della fiducia nelle competenze delle donne e dei bambini, a cui affiancare l’arte ostetrica della maieutica e della competenza del saper fare laddove madre natura fallisca.

Un linguaggio dello stare vicino alle madri con tutte le risorse possibili, comprese le doule, che per noi possono essere una forza, purché ci sia comunicazione e rispetto reciproco cosa che fin’ora non è stata possibile grazie soprattutto alle resistenze da parte delle ostetriche come categoria.

Come ostetrica e madre e essere umano io vorrei almeno un’ostetrica per ogni donna e magari una doula per ogni donna e vorrei che ogni donna nel suo percorso personale sapesse di poter contare sulle altre donne in un processo di ritorno alla sorellanza e alla condivisione.  

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6 Comments

  1. Grazie!

  2. Grazie per quello che hai scritto, da quello che ho capito c’è fondamentalmente anche una non chiarezza sulle responsabilità .
    Sulla paura delle idee diverse.

    Potrebbe essere infatti che una doula venga un po’ vista come una “sciamana”, una persona dalle idee un po’ troppo “alternative”, che male si sposano con gli insegnamenti che vengono dati dagli studi di medicina che le ostetriche fanno.
    Secondo un modo di rapportarsi vecchio, forse le mamme, con tante indicazioni, possono diventare…”ingestibili” non più agnellini che seguono le direttive.
    Con “tante idee strane per la testa”
    Tipo…ascoltare il proprio cuore….
    :-)

    Non hanno responsabilità mediche poi…figuriamoci…se lei fa qualche sbaglio, è l’ostetrica che ne deve pagare le conseguenze….
    Non tenendo conto che la doula non può prendersi il potere di decidere al posto della mamma, deve supportarla, e non mettersi al suo posto.

    Non devono fare scartoffie…pagare fior fior di corsi di aggiornamento, etc…e qui sono proprio solidale…è terribilmente ingiusto, troppa burocrazia, soldi etc…
    Ma non c’è da volere che anche alle doule capiti la stessa sorte e vengano invischiate dallo stesso sistema, c’è da protestare tutte assieme per cambiarlo!

    Io stesso ero dubbiosa sulle doule…ma poi sono andata a conoscere il loro mondo e lo sono diventata :-)

  3. Meraviglioso! condivido in pieno…

  4. grazie molto chiaro e interessante!

  5. Grazie davvero!Sono una doula fortunata che collabora con ostetriche senza paura e abbiamo potuto sperimentare insieme quanto sia benefico per le donne, per i bambini, per le coppie questo sodalizio.

    • grazie a te!

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