Inutili rituali

Penso a quante cose inutili, e quindi dannose, si fanno durante un parto.

Penso a quante di noi e dei nostri compagni pensano che intervenire, tagliare, accelerare, sia normale in una nascita e che anzi sia utile e necessario per preservare la salute.

Penso a quanto poco si sa di come molti interventi ostetrici siano nati e con quali evidenze a supporto.

La maggior parte degli interventi più diffusi (episiotomia, cardiotocografia, induzione, clistere, tricotomia, raggi x in gravidanza, posizioni obbligate, forcipe profilattico) è stata introdotta e praticata sul corpo delle donne (e dei loro neonati) senza alcuna evidenza scientifica in merito e senza che se ne fosse perlomeno dimostrata l’innocuità. Alcuni di quelli che ho citato sono ormai in disuso solo dopo aver però creato danni e  problemi a migliaia di donne  e bambini in giro per il mondo.

Le stesse evidenze su cui ci basiamo per orientare la pratica ostetrica sono soggette a un errore di fondo  che ne modifica i risultati in modo rilevante (BIAS): quello di essere basate su studi effettuati in contesti ospedalieri, dove la fisiologia, la normalità della nascita e dei suoi meccanismi, è praticamente sconosciuta. Nonostante ciò le attuali evidenze di letteratura danno ragione a chi si spende per informare sull’eccessiva medicalizzazione del parto (e della gravidanza).

http://www.nice.org.uk/guidance/CG190

Faccio solo un esempio, forse il più splatter, forse quello che mi fa più rabbia, visto che tutt’ora sono ancora troppe le donne che ne subiscono le conseguenze.

L’episiotomia, il taglio del perineo durante il parto, è stata introdotta nella pratica ostetrica da un certo  Fielding Ould nel 1742 , di certo senza evidenze “scientifiche” a sostegno del fatto che, come millantato tutt’ora dai suoi sostenitori, questa pratica (anche detta taglietto, aiutino, piccola incisione) potesse effettivamente proteggere la donna da pericolose lacerazioni e la testa del bambino da pericolose compressioni. Tutt’altro… già da tempo sappiamo per certo che l’episiotomia non protegge di certo i tessuti materni nè migliora gli esiti del parto e che di contro aumenta di molto la morbilità materna e allora perché ancora una gran parte delle donne la subisce durante il parto?

http://www.saperidoc.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/52

Si potrebbe dire lo stesso del monitoraggio cardiotocografico di routine che a detta del suo stesso inventore Caldeyro Barcia aumentava di fatto solo il numero di tagli cesarei senza migliorare lo stato di salute dei neonati.

E che dire delle induzioni, fatte spesso per futili motivi, senza reale indicazione, spesso per paura, per motivi medico legali e senza che alle donne venga offerta una reale alternativa?

Delle posizioni imposte, perché così siamo più liberi di intervenire  più  sul corpo delle donne o perché assistere per terra sembra strano o scomodo?

Ci vorrebbe un trattato psicoantroposociologico per poter spiegare quello che scatta nelle menti e nei cuori quando si è coinvolti in una nascita e non si conosce la vera fisiologia, quella che possono insegnare solo l’osservazione diretta, l’ascolto, la pazienza e la fiducia.

Ci vorrebbe una rivoluzione culturale per tirarci fuori dalla ritualizzazione dell’assistenza ostetrica 2.0.

Ognuna può fare la sua parte divulgando l’idea che c’è dell’altro, che la “fabula dominante” con noi non attacca.

http://partocantato.blogspot.it/2014/04/mille-storie-contro-una-fabula-articolo.html

Tutto il resto sono solo inutili rituali.

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